Sul mangiare


[ Pubblicato il : 18/01/2012 1.44.00 ] Dimagrire Nutrizione Filosofia del benessere Agricoltura Alimenti e cibi Dieta Blog Società del benessere Qualità della vita Cibo spazzatura biodiversità Gastrotrainer Dietetics and Nutrition in the Mediterranean gastrodietetica dietetica


Se c'è un senso che ci distingue più di tutti dagli altri animali, è il gusto. Non siamo in grado di vedere come un falco, non riusciamo ad avere un olfatto come un cane, non udiremo mai come un felino e nemmeno possiamo sognarci la percezione tattile del mondo di un serpente. Perché questo?

L'homo sapiens, l'animale onnivoro per eccellenza, è quello che nella sua storia evolutiva ha mangiato lo spettro più ampio in assoluto di cibi (anche l'uomo stesso), ed il suo gusto che inizialmente doveva stabilire solamente la "commestibilità" di ciò di cui si nutriva, si è via via trasformato. Dal regno vegetale a quello animale, da quello dei funghi a quello dei lieviti l'uomo si è nutrito e si nutre di una molteplicità di alimenti incredibile, sono poche le specie viventi che non sono finite fra le nostre fauci.

Lascio da parte la tristezza indotta dal fatto che il sapiens contemporaneo si nutre prevalentemente di poche materie prime che vengono ripetutamente trasformate come il grano (pane, pasta, pizza, biscotti, crakers o cracchieri come direbbe l'Accademia della Crusca) e la mucca (latte, formaggi vari, yogurt, carne...)

Da quanto il senso del gusto è sviluppato, l'atto del mangiare è diventato una fonte di soddisfazione emotiva profonda; Freud aveva ricollegato molte relazioni emotive alle pulsioni sessuali, forse, fra qualche generazione, un nuovo Freud ipotizzerà il nesso fra pulsioni alimentari ed inconscio. Mangiare, prima di essere un'ossessione è una necessità che può trasformarsi in piacere, e questo nessuno può negarlo. Vorrei che gusto e piacere si riconciliassero con la nutrizione, essi orientano la scelta delle pietanze, stimolano o inibiscono l'uso della forchetta, e sono parte integrante del mangiare; Pollan in "In difesa del cibo" ha parlato di "Era del Nutrizionismo":

"Nel caso del Nutrizionismo, il postulato comunemente accettato ma non dimostrato è che la chiave di comprensione degli alimenti è il nutriente. In altri termini, gli alimenti sono essenzialmente la somma dei loro nutrienti. Da questa premessa di base ne discendono altre.

Dal momento che i nutrienti a differenza dei cibi sono invisibili e dunque un po' misteriosi, sta agli scienziati (e ai giornalisti che diffondono le loro idee presso il grande pubblico) spiegarci la realtà nascosta dei cibi. É una concezione quasi religiosa: se quello che veramente conta non è il mondo visibile, ne consegue la necessità di un sacerdote. Così, per accedere a un mondo dove la vostra dieta salvifica dipende da nutrienti invisibili, avrete un gran bisogno dell'aiuto degli esperti."

Fare del mangiare un'attività esclusivamente nutrizionale è molto pericoloso in quanto concentrandosi troppo sui nutrienti, si perde l'attenzione sul cibo, e sulla qualità di quello che si mette in bocca. Questo può far comodo all'industria, ma non a chi ama l'uomo, la terra e l'agricoltura.

Per imparare a mangiare, prima occorre conoscere il cibo (e chi ha problemi di peso, di solito non conosce il cibo) e successivamente il piacere di mangiare dovrà essere associato al bisogno di nutrirsi.

 

Buon appetito a tutti

 



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