Shopping o sindrome da mancanza dell'atto della raccolta?


[ Pubblicato il : 11/01/2011 8.38.00 ] Evoluzione Filosofia del benessere Società del benessere Qualità della vita Downshifting Semplicità volontaria filosofia agricola


Vivo una dicotomia assoluta; passo a vivere da una delle campagne più selvagge della Toscana ad una delle vie più commerciali della stessa regione. In questo periodo di saldi, quando esco dalla porta della mia residenza cittadina vedo decine e decine di persone con le buste piene; gli unici momenti in cui posso scorgere gente in campagna con delle buste è per la raccolta delle more, dei funghi o delle erbe di campo; in via gioberti vedo gente con buste piene di scarpe, vestiti e molti altri beni di consumo, ma in tutti, sia nel cercatore di funghi che nella shopper più estremista vedo gli stessi occhi, quello sguardo attento e progettato per raccogliere.

Che la nostra specie sia raccoglitrice per eccellenza non ce lo possiamo nascondere, e l'evoluzione ce lo conferma. Che questo istinto sia la fortuna di molte attività commerciali discutibili è sconosciuto a molti. Quando qualcuno mi dice che è appassionato di shopping, vorrei fosse più preciso dicendomi che è un appassionato raccoglitore. 

Il cervello umano può essere considerato un cervello tripartito a tre piani uno sull'altro: fondamenta, casa e tetto. Corteccia cerebrale, cervello limbico e cervello rettiliano. La corteccia cerebrale è un bel tetto; il suo sviluppo ci distingue da tutte le altre specie animali, ma sempre un tetto rimane. E un tetto da solo non può esistere se non è sorretto da una casa e dove non ci sono le fondamenta nulla può stare in piedi. Nelle nostre decisioni interviene continuamente la casa il cervello limbico, più desideroso di piacere e gratificazione ed il cervello rettiliano, il vero motore dell'istinto di sopravvivenza. Si è selezionato attraverso milioni di anni di carestie, non conosce le parole risparmio ed acquisto superfluo, ed ogni qual volta ci troviamo nell'atto di raccogliere innesca il meccanismo dell'abboffata. Nello shopping c'è un richiamo all'istinto di sopravvivenza molto più forte di quanto si possa pensare.

La volontà appartiene alla corteccia cerebrale, il cervello rettiliano la disinserisce, e questo oltre alla predazione custodisce la raccolta.

Penso ci sia un sentimento profondo dove ci si sente vivi quando si ritorna a casa, intorno al focolare domestico con qualcosa di materiale; una volta si raccoglieva cibo, legna, o oggetti da poter trasformare per poter avere un'utilità pratica... oggi andiamo alla ricerca di oggetti già trasformati praticamente inutili.

Gli occhi che vedo in molte donne sono i soliti che vedevo a mia madre e mia nonna quando da bambino le accompagnavo a raccogliere le erbe di campo o a cercare le more.

Dedicate più tempo a raccogliere erbe nei prati e meno a fare shopping, risparmierete, rientrerete in sintonia con la natura, mangerete meglio e vi divertirete di più.

 

P.S A tal proposito vi consiglio questo libro 



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