Sapori di bosco, momenti d'ottobre


[ Pubblicato il : 11/10/2010 2.29.00 ] Alimenti e cibi Ambiente e Natura Escursionismo Trekking Natura selvaggia biodiversità Cibo selvaggio Natura Ecologia Selvaggina Cibo vero Italian Food Mushrooms filosofia del viaggio filosofia agricola Gastrotrainer


 

Ci sono esperienze gastronomiche che vanno oltre la pure e semplice ricetta, in quanto, rappresentano il condensato di tutta una serie di pensieri, vedute, suoni, odori e percezioni tattili da poter essere considerate delle vere e proprie emozioni materializzate.

Questa mattina sono andato a caccia, ad una ventina di chilometri da Firenze, con la speranza che, in quei boschi, il mio destino potesse incontrare quello di un cinghiale. Senza alcuna pretesa venatoria ma con gli occhi aperti e vispi come quelli di un bambino mi son addentrato nel bosco, contesto per me estremamente ospitale, ma nel luogo specifico sconosciuto fino a quel momento.

Ogni qualvolta si penetra in un bosco l'impatto sensoriale è notevole; gli occhi si muovono velocemente alla ricerca del più impercettibile segno animale, ma la ricerca cosciente di un altro essere in movimento contrasta con l'immobilità del mondo vegetale. Alberi, felci e funghi sembrano osti silenziose, immobili e cortesi che, guardinghe, ti permettono di entrare nel loro ambiente naturale. L'acuità visiva è amplificata nel momento venatorio, la caccia essendo pura reazione azione a stimoli ottici affina le capacità oculari, e nonostante l'ombra del bosco ogni immagine che arriva alla mente è chiara e limpida.

Nel bosco, un silenzio assoluto sembra sempre dominare l'atmosfera, ma, ad ogni passo, la percezione dei rumori aumenta riempiendo di piacere la coscienza; le foglie si schiacciano sotto gli scarponi emettendo suoni i quali fan' capire che seppur piano, ti stai muovendo. Il ruscello scorre ed a seconda della risonanza offerta dagli argini emette un fragore diverso. Qualche folata di vento fa risuonare le fronde più lunghe degli alberi, ogni tanto si sente il tonfo di una ghianda, e se si è fermi ed attenti si può udire anche il rumore di una morte delicata, è il suono di una foglia che cade al suolo. Tutto fa rumore, ciò che è vivo fa rumore ma non solo; anche ciò che noi consideriamo morto perché le pietre rotolano trasformando la loro energia potenziale in energia cinetica, trasformando la loro energia vitale in suono. Oggi ho trovato una bellissima pietra incava a forma di cuore, non rotolava, era ferma, ma anche senza sentirla ho notato subito la sua bellezza, l'ho rubata al bosco, ora vive con me.

Il bosco regala piacevoli sensazioni al tatto. La ruvidezza della corteccia della querce contrasta con la morbidezza quasi vellutata del muschio asciutto. Accarezzo sempre molti alberi quando vado in giro pei boschi, talvolta li abbraccio, mi piace sentire il petto e la guancia contro il tronco, la loro imponenza mi da sicurezza; vecchie querce o anziani lecci sono i miei preferiti per questi slanci d'affetto, chissà se loro apprezzano. Il cipresso si scaglia tutto, guai a provarci con la robinia rimarrei infilzato dalle sue lunghe spine, ma anche i rovi e la rosa canina ti fanno sentire poco gradito nel bosco in quanto le loro spine feriscono e molto frequentemente rimangono dentro la pelle per molti giorni.

Gli odori del bosco sono inconfondibili; ogni stagione ha i suoi profumi. Ottobre è il mese dei funghi ma il loro odore può inebriare solo da vicino; sono stato molto fortunato, ho trovato dei bei giallarelli che hanno dato un grande senso alla mia sortita nei boschi. Vicino alla fungaia c'era un bell'alloro, le sue foglie emanavano un meraviglioso profumo acceso ma delicato; ciò mi ha fatto venire un'intuizione per il mio pranzo. L'edera, fra gli ultimi nettari disponibili prima dell'inverno per le mie amiche api, è ancora in fiore, riempiendo il bosco di un piacevole odore dolce amaro. 

 Ho provato un estremo piacere a preparare il pranzo. Anche se la caccia non mi ha permesso di portare a casa nessuna preda del regno animale in compenso ho saccheggiato quello dei funghi con più di due chili di giallarelli finiti nella mia dispensa. Ho fatto d'orare l'aglio in un ottimo olio extravergine di oliva, vi ho aggiunto i funghi parcellizzati in piccoli pezzettini ed a cottura avanzata ho unito a questi le foglie di alloro che avevo raccolto nel bosco ed un battuto di poche olive fresche che avevo rubato da un vecchio olivo. Con il brodo di un pollo della nonna che avevo conservato per la preparazione di un piatto speciale ho accompagnato la cottura di un ottimo riso selvatico regalatomi dal caro amico Rolando.

Il gusto finale del riso selvatico con i gallinacci che mi son inventato dopo l'uscita di caccia è stato memorabile; al palato era vivo, forte, aromatico, leggermente amaro ma estremamente equilibrato. Tramite il gusto ho ripercorso tutti i momenti più significativi della mattinata, provando un grande piacere consapevole per tutto quello che ho fatto.

Non penso che la mia vita valga più di quella di un cinghiale, di una querce, di un fungo, di un alga o di un batterio; penso solo che ho più strumenti rispetto a loro per proteggerla, facilitarla e renderla il più piacevole possibile.  Siamo tutti esseri viventi, accomunati dalla presenza di una energia vitale che assembla le nostre materie in maniera diversa ed in quanto vivi abbiamo tutti la solita dignità di vivere. Che questa energia porti alla creazione di strutture in grado di far percepire il dolore o di far cadere le foglie non conta; un essere vivente anche se cosciente o sensiente non ha dignità superiori rispetto agli altri.


Commenti



Ci sono esperienze che si ripetono, anno dopo anno, con la stessa regolarità, con il solito piacere


Inserito da Alberto Fatticcioni il Mon, 24 Oct 2011 07:54:37 GMT


Mi sto divertendo molto a guardare la gastronomia dal lato della sua elaborazione più alta; prima


Inserito da Alberto Fatticcioni il Tue, 24 May 2011 09:32:34 GMT


Addestramento tecnica "back chainig


Inserito da Addestramento tecnica "back chainig" il Mon, 14 Feb 2011 16:47:41 GMT


Sai caro la differenza sta nel essere animale con cultura e relazioni emozionali. Se mi mangio il cinghiale, il fungo, un alga o un batterio non mi viene tristezza. Se mi mangio te, la tua nonna, il tuo padre, la tua madre o il tuo fratello? Se ti mangi la tua moglie o il tuo bambino?

Cosa ne pensi?


Inserito da karin il Tue, 12 Oct 2010 19:33:19 GMT


Non sono mai stata per boschi, ne'per cacciare, ne'per raccogliere quello che la terra ci offre, cosi'ho chiuso gli occhi ed ho provato ad immaginare i colori del bosco in autunno..giallo, marrone,rosso, colori caldi che stemperano i primi freddi. Continuando a leggere i tuoi scritti ho provato ad immaginare i profumi e i sapori che ti hanno tanto stuzzicato. Uno spettacolo unico che invita alla tranquillita' e a lunghe passeggiate, magari ingannando il tempo con la raccolta e la degustazione dei frutti di cui l'autunno e'prodigo...grazie di questo bel viaggio che mi hai regalato.


Inserito da Tamy il Tue, 12 Oct 2010 18:05:31 GMT



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