Ritorno alla terra


[ Pubblicato il : 10/05/2009 6.58.00 ]


Quello di cui ha bisogno la nostra economia è un reale cambiamento, che passa attraverso l'abbandono del sistema consumistico-industriale che carazzerizza la nostra civiltà. La vera soluzione è nelle pratiche virtuose, nella volntà di tanti produttori di cibo che conservano un rapporto costruttivo con la natura, ma anche in tanti cittadini che cambiano le loro abitudini perchè consapevoli di essere altrimenti complici, con il loro modo di consumare, del sistema che sta mettendo in ginocchio il pianeta. Queste azioni, pongono al centro del loro mondo la terra, il terreno, il suolo, e non il petrolio. Mettere al centro il terreno significa mettere al centro il cibo, il nostro rapporto con la natura; significa mettere al centro l'uomo e non il prodotto. In quest'ottica, l'opera più utile e creativa che gli esseri umani possono realizzare è lavorare la terra collaborando con la natura. Rendere di nuovo fertile il terreno è fondamentale per una produzione abbondante e per la sicurezza del sostentamento delle generazioni future. Non esiste un'alternativa alla fertilizzazione del terreno come sostegno alla vita, compresa quella umana, sul pianeta. Non importa quante canzoni contiene il vostro iPod, quante automobili ci sono nel vostro garage o quanti libri avete sugli scaffali; è la capacità delle piante di catturare energia solare che è alla radice di tutto.

Come può continuare a vivere l'uomo senza una terra fertile?

 

L'obbiettivo deve essere quello di aumentare il contenuto di energia del suolo in modo da permettere l'asportazione di energia sottoforma di prodotti da destinare al consumo e creare un sistema stabile e in equilibrio.



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