Rischi connessi all'eccesso di grassi nella dieta


[ Pubblicato il : 22/04/2007 8.27.00 ] Nutrizione


 

Una dieta particolarmente ricca di grassi, soprattutto di lipidi contenenti acidi grassi saturi e colesterolo (grassi di origine animale come burro, panna, grasso animale, lardo) è alla base del processo aterogenetico, cioè alla formazione di placche aterosclerotiche nei vasi sanguigni arteriorali ed arteriosi; in poche parole le nostre arterie si occludono. La correlazione esistente tra assunzione di acidi grassi saturi e malattia coronarica fa suggerire che è meglio sostituire almeno una parte dei grassi saturi della dieta con grassi insaturi; .attualmente si ritiene che sia prudente mantenere intorno al 10% rispetto al totale l’assunzione calorica sotto forma di grassi saturi. Si ritiene che un buon livello di salute si raggiunga se i lipidi coprono non più del 30% del fabbisogno calorico giornaliero. Di questa quota, almeno il 70%, o meglio l’80%, dovrebbe essere rappresentato da acidi grassi insaturi, ugualmente distribuiti tra monoinsaturi e poliinsaturi.

 

Dopo l’assunzione con la dieta e la digestione, i grassi vengono assorbiti nell’intestino tenue sotto forma di trigliceridi/triacilgliceroli ed entrano nel torrente circolatorio; se i lipidi non fossero legati a particolari trasportatori questi galleggerebbero. I lipidi però devono essere trasportati dai tessuti dove hanno origine (il fegato dove sono sintetizzati, oppure l’intestino, dove sono assorbiti) a quelli in cui sono conservati o utilizzati (prevalentemente adipociti e cellule muscolari); essi sono trasportati attraverso il plasma sanguigno sotto forma di lipoproteine plasmatiche, aggregati molecolari costituiti da specifiche proteine trasportatrici, chiamate apolipoproteine, e da combinazioni diverse di fosfolipidi, colesterolo, esteri del colesterolo e trigliceridi.  Combinazioni diverse di lipidi e proteine generano particelle trasportatrici con differenti densità che prendono il nome di:
  1. ‘Chilomicroni’, sono le lipoproteine più grandi, meno dense e contengono un’elevata proporzione di trigliceridi; si spostano attraverso il sistema linfatico ed entrano nel flusso sanguigno attraverso la vena succlavia. Trasportano acidi grassi ingeriti con la dieta ai tessuti in cui sono degradati per produrre energia o per essere conservati (soprattutto adipociti e cellule muscolari).
  2. ‘VLDL’ o ‘Lipoproteine a densità molto bassa’; quando la dieta contiene più acidi grassi di quanto non sia immediatamente necessario, essi vengono convertiti in triacilgliceroli nel fegato e trasferiti a specifiche apolipoproteine, le VLDL. Anche l’eccesso di carboidrati, proteine ed alcool può essere trasformato in trigliceridi nel fegato che vengono trasportati nelle VLDL. Queste lipoproteine viaggiano nel sangue dal fegato al muscolo ed al tessuto adiposo.
  3. LDL’ (il comunemente detto colesterolo cattivo) o ‘Lipoproteine a bassa densità’; la perdita dei triacilgliceroli converte le VLDL in LDL, le quali molto ricche di colesterolo e di esteri del colesterolo, trasportano il colesterolo ai tessuti extraepatici. Le LDL purtroppo manifestano la maggior affinità per le cellule dell’endotelio delle arterie. La concentrazione di LDL è influenzata dall’esercizio fisico, dal grasso intestinale e dalla dieta; quindi facendo attività fisica e curando l’alimentazione diminuiscono le probabilità che le nostre arterie si occludano.
  4. ‘HDL’ (il comunemente detto colesterolo buono) o ‘Lipoproteine ad alta densità’ hanno origine nel fegato e nell’intestino tenue sottoforma di particelle ricche di proteine e contenenti quantità limitate di colesterolo. L’enzima ‘lecitina-colesterolo aciltransferasi’, (da qui l’assunzione di lecitina di soia) permette l’entrata all’interno delle HDL di colesterolo proveniente dai chilomicroni e dalle rimanenze di VLDL. Questa particella ricca di colesterolo torna al fegato, dove viene scaricata ed una parte di colesterolo viene convertito in sali biliari, oppure una parte del ciclopentanoperidofenantrene contenuto nelle HDL viene rilasciato ad altri tessuti (ghiandole secernenti steroidi). Le HDL quindi possono rimuovere il colesterolo dalle pareti delle arterie e riportarlo nel fegato. Le HDL possono avere anche un’altra funzione; infatti una volta svuotata, l’HDL può prelevare il colesterolo contenuto nei tessuti extraepatici e poi trasportarlo al fegato mediante le vie di ‘trasporto contrario del colesterolo’. 
 È fondamentale ricordare che una regolare attività fisica di tipo aerobico e l’assenza di fumo inducono un aumento della frazione HDL e pertanto modificano in modo favorevole il rapporto LDL/HDL con vantaggi enormi per la salute. Elevate concentrazioni di colesterolo e della frazione lipoproteica LDL che è ricca di colesterolo, sono importanti indici predittivi di sviluppo di una patologia alle arterie coronarie. Il colesterolo può essere considerato un grasso della dieta; con un’alimentazione priva di colesterolo esiste una produzione endogena di 0,5-2 g al giorno, ma questa aumenta notevolmente se aumenta l’apporto di grassi saturi con la dieta. L’assunzione giornaliera di colesterolo non dovrebbe superare i 300 mg, limitando l’assunzione a non più di 100 mg ogni 1000 Kcal assunte. Alcuni dati però  indicano che sarebbe meglio limitare l’assunzione giornaliera di colesterolo a 150-200 mg. Va ricordato anche che i grassi rappresentano il nutriente maggiormente energetico e quindi una dieta ricca di lipidi rappresenta un rischio anche per l’aumento del grasso corporeo  Quindi ridurre il contenuto di lipidi nella dieta risulta utile nel :
  1. diminuire il rischio di incorrere in malattie cardiovascolari
  2. prevenire l’obesità

 

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