Riflessioni agricole


[ Pubblicato il : 11/09/2008 6.43.00 ] Agricoltura Alberto Fatticcioni


Nonna Oliva durante la vendemmia

 

Poco fa mi sono divertito ad investigare sulle mie ultime 5 generazioni. Ho sfruttato tutti i rimasugli di memoria della mia povera nonna per sapere di che cosa vivevano gli ultimi anelli dell'albero genealogico che si sono congiunti in me. Tutti, ma proprio tutti, dai quadrisavoli ai miei genitori sono nati, vissuti e cresciuti grazie al lavoro sulla terra. Considerando che dopo l'avvento dell'agricoltura sono passate 512 generazioni, io provengo minimo da 512 generazioni di contadini.

 

Nonna ha raccontato l'affascinante storia di quando con mio nonno sono passati dalla mezzadria alla libera coltivazione di un fondo. Sgorgavano parole ed emozioni dalla sua bocca, figlie di una volontà che l'hanno portata in una terra lontana dalla sua, ma che le ha permesso la libertà.   

 

È divertente pensare che il mio DNA si sia  plasmato un po' quando ero scimmia, un po' quando ero un cacciatore/raccoglitore, un po' quando ero un contadino. Il DNA, l'evoluzione e le generazioni danno un tale senso di continuità e di infinito alla vita che sembra di guardare l'universo.

 

Una cosa è certa; non si può dire che la mia essenza biologica non sia stata plasmata dalla natura. Questa consapevolezza mi rende felice perché io mi sento parte della natura. Ogni essere che mi ha generato ha lottato e vissuto a sufficienza per lasciar scritto nella natura io "faccio parte di te".

 

Se guardo gli ultimi tasselli della "mia" evoluzione mi accorgo che sono geneticamente contadino e ne sono orgoglioso. Non scorre sangue blu nelle mie vene, ma rosso color terra bruciata. Non discendo da genealogie nobiliari, vecchie stirpi di proprietari terrieri, feudatari, non discendo da avventurieri, mercanti, schiavisti, non discendo da eroi, guerrieri, o rivoluzionari, non discendo da niente o nessuno che si sia mai allontanato dal rapporto intimo con la natura... discendo da chi ha sempre vissuto in piena sintonia con la natura.

 

È buffa la vita, in certi periodi della mia infanzia mi vergognavo della mia origine; di certo non ho mai avuto le mani sporche di terra, mio padre voleva che studiassi e non che lo imitassi nei lavori agricoli (lo diceva per il suo bene... avrei fatto senz'altro più danni della grandine!), ma quando a scuola sentivo parlare di sala giochi, di bar o di cinema mi sentivo un animale strano. Non capivo perché il mio tempo libero doveva essere diverso da quello degli altri bambini.

 

Dalla vergogna sono passato all'indifferenza. Con il motorino il "paese" era raggiungibile, vicino, e con le ragazze in testa ed il pallone sempre fra i piedi non pensavo più a niente.

 

Dall'indifferenza sono passato alla mancanza. Per la prima volta in città grazie all'università ho scoperto che cosa significava vivere in uno "zoo"... e quando potevo mi rifugiavo nei miei boschi, a studiare immerso nell'accogliente incontaminata natura.

 

Dalla mancanza son passato alla riconoscenza verso il mio esser "contadino" dentro.

 

Dove arriverò?

 

Forse tra poco mi trasformerò... per assecondare ciò che il mio DNA mi impone... ma non preoccupatevi, sarò sempre il vostro personal trainer!


Commenti



Tanti auguri, Nonna!!


Inserito da Alex il Fri, 24 Dec 2010 18:30:26 GMT



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