Piccolo è bello


[ Pubblicato il : 09/01/2012 2.15.00 ] Agricoltura Alimenti e cibi Ambiente e Natura Società del benessere Qualità della vita Terra Vergine Allevamento biodiversità Natura Ecologia Permacultura filosofia agricola Partito dei contadini Riflessioni


 

A novembre sono stato al "Primo Forum Nazionale dell'Agroalimentare". Non mi ero mai affacciato prima di allora alla politica agricola nazionale, ma comprendendo l'importanza dell'evento, ho voluto capire se il marciume dell'agricoltura italiana fosse alla radice o all'apice del settore stesso. Mi ci è voluto poco per capire che i problemi partono dall'alto e che la parte sana è quella che ogni giorno tenta di sfamare il mondo.

Tutti concordavano sulla positività di alcune tendenze, che avrebbero reso l'agricoltura italiana più competitiva nei mercati globali. Dal 2000 al 2010, in Italia, sono scomparse quasi 800 000 aziende agricole passando da 2.405.453 a 1.630.420; questa riduzione del 30% è vista dalla dirigenza agricola nazionale in maniera positiva, in quanto, secondo il modello produttivo classico, meno aziende con più superficie agricola a disposizione producono di più e meglio. Questo concetto è talmente lontano dal buonsenso e da qualsiasi logica della biodiversità, da far sembrare l'agricoltura biointensiva di Takao Furuno cosa di un altro pianeta.

Il futuro della produzione del cibo, se vogliamo nutrire un numero crescente di abitanti della terra rinunciando a guerre e malattie di massa è nella promiscuità colturale che vuole più specie, diverse, vegetali ed animali, nella solita superficie agricola, sul solito campo. Dobbiamo passare dalla resa per ettaro di una singola coltura alla resa globale per ettaro data dalla sommatoria di tutte le colture possibili. La resa non andrebbe espressa in tonnellate per ettaro ma in Kilocalorie per ettaro, sottraendo anche l'energia spesa per coltivare. Come viene ricordato nel libro "Capitalismo naturale" perché spendere 10 kcal di combustibile fossile per produrne 1 di energia alimentare?

L'agricoltura è portatrice di bellezza per come interviene sul paesaggio, disegnandolo e difendendolo dalla riconquista del selvaggio; l'agricoltura è portatrice di vita, molte delle specie che coltiviamo e alleviamo abbandonate alla natura si estinguerebbero; l'agricoltura è portatrice di speranza, quella di dar da mangiare ad un numero crescente di abitanti di questo pianeta in maniera da aumentare la festa che stiamo facendo in questo mondo; l'agricoltura è portatrice di godimento, quel senso edonico di piacere che ci è dato ogni qualvolta mangiamo una cosa buona e godiamo.

Per le città propongo il diritto all'orto...

 



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