Partito dei contadini


[ Pubblicato il : 25/01/2011 5.44.00 ] Agricoltura Ecologia Permacultura Apicoltura filosofia agricola Viticoltura Partito dei contadini Politica


Mia nonna, nelle nostre lunghe conversazioni sulla sua vita da giovane, mi ha confessato che da ragazza votava il PARTITO DEI CONTADINI. Incuriosito ho fatto una breve ricerca ed ho scoperto molte cose interessanti.

Grazie a questo blog ho potuto vedere com'era fatta la tessera del "Partito dei Contadini d'Italia" del 1947. La cosa che mi ha colpito di più è l'inno contadino posto sul retro che così recita:

Dai campi feraci, dai colli fecondi,

Dall'alpe ai confini del siculo mar

Con erta la fronte più a niuno secondi

Gagliarda falange corriamo a formar.

Al bacio fremente del sole e dei venti

Spieghiamo il vessillo dell'aspro lavor:

Noi siamo la forza dell'Itale genti

Vogliamo alla vanga giustizia ed onor.

Noi siamo la forza che nuova s'avanza;

Noi siam della terra l'indomito stuol:

Viviam di sudore di fede e speranza

Noi siamo la gloria dell'Italo suol.

Al bacio fremente del sole e dei venti

Spieghiamo il vessillo dell'aspro lavor:

Noi siamo la forza dell'Itale genti

Vogliamo alla vanga giustizia ed onor.

Le braccia stancando dal primo mattino

Rompiamo le zolle che tutto ci dan:

Porgiamo il buon pane, mesciamo il buon vino

Che muscol d'Italia che sangue ti fan.

Al bacio fremente del sole e dei venti

Spieghiamo il vessillo dell'aspro lavor:

Noi siamo la forza dell'Itale genti

Vogliamo alla vanga giustizia ed onor.

Vogliam che l'Italia sia libera e grande

Nell'inclita fede degli avi splendor,

Nell'arte dei campi che il nome suo spande

Nell'alma sagace dei miti cultor.

Al bacio fremente del sole e dei venti

Spieghiamo il vessillo dell'aspro lavor:

Noi siamo la forza dell'Itale genti

Vogliamo alla vanga giustizia ed onor.

 

Il Partito dei Contadini venne fondato nel 1921 e morì politicamente negli anni '60. Lo scopo del partito dei contadini si enunciava con lo slogan propagandistico "dare ai rurali una coscienza politica ed agli Italiani una coscienza rurale". Passati novant'anni dalla sua creazione si capisce come solo una parte di questa volontà si sia effettivamente realizzata; i rurali hanno una coscienza politica, che si esprime oggigiorno col fatto che i contadini contemporanei sono chiamati "imprenditori agricoli", e devono rispettare tutta una serie di leggi che disciplinano la loro professione. Oramai molti di questi sono solo imprenditori, senza aver niente di contadino, di rurale di agricolo; la coscienza rurale ha raggiunto livelli talmente alti da smarrirsi, nel mercato e nella libera concorrenza, dimenticando che prima di tutto un imprenditore agricolo deve avere i piedi per terra.  La maggioranza degli italiani non ha nessuna coscienza rurale, e da questo deriva lo scempio del paesaggio agricolo a vantaggio della capannonizzazione, il cibo di qualità pessima che spesso raggiunge le nostre tavole, il peggioramento delle condizioni degli animali all'interno degli allevamenti, il dilagante inquinamento che ha caratterizzato gli ultimi 30 anni il nostro paese.  

Dall'inno del partito, che ho riportato in questo post, si comprende bene la fierezza dell'essere contadini, la gioia e la fatica del servire la terra, ma allo stesso tempo l'amore per il proprio lavoro e la volontà di affermare agli occhi di tutti che il mestiere del contadino è davvero importante. Leggendolo, ci son alcune frasi di questo inno che davvero mi colpiscono e sono molto di attualità.

"Dall'alpe ai confini del siculo mar", ci fa ricordare come, per chi veramente vive la terra non conta il nord o sud, come alcuni politici contemporanei vorrebbero farci credere, per chi serve la terra non contano i confini, quel che conta è l'amore per la terra, qualunque essa sia.

"Porgiamo il buon pane, mesciamo il buon vino - Che muscol d'Italia che sangue ti fan" Le società socialmente stratificate, come la nostra, sono costituite da agricoltori che producono il cibo e da non-agricoltori, come i dipendenti pubblici, i burocrati ed i soldati, che consumano il cibo prodotto dagli altri. I non agricoltori sono a tutti gli effetti parassiti dei contadini. Di conseguenza, in ogni società stratificata gli agricoltori devono produrre un'eccedenza alimentare sufficiente a sfamare non soltanto se stessi ma anche gli altri consumatori. Il numero di "parassiti" che può essere sostenuto dipende dalla produttività agricola di una data società. Per assurdo, che cosa accadrebbe se un giorno tutti gli agricoltori, uniti, incrociassero le braccia e pensassero solo alla loro sussistenza? In quanto d'aria non può campare nessuno, penso che la scala dei valori sociali si capovolgerebbe totalmente facendo comprendere veramente quanto è importante l'agricoltura per il benessere di tutti.


Commenti



comparto in tutto , le lege di mercato importe oggi, crea diformita del senso logico che la natura puo dare a una societa, da molto per una cualita di vita che aiuta a migliorare , crescere, enon intervenire sulla natura per otenere solo piu profito, che in cambio dovreve  essere iun intercambio di bebesere della natura al uomo e il uomo al la natura,  rispetandola , aiutandola a non stancarsi, esaurirsi,  una simbiosi dando el miglio de se, la natura chi acompagna de la creazione,  a la esencia del uomo ,complimenti , poter compartire un modo de sentire, la natura, o seguito a tu esmplio, mio padre mi raconta de un partito "partito dei laboratori" in le liste del  1.947 , condivide lo steso fundamenti, o e altro patito, si ci sono notizie, desidero compartrle, Grazie!


Inserito da Mario josé cesaretti il Fri, 28 Jan 2011 20:38:41 GMT



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