Pandemia obesità


[ Pubblicato il : 11/06/2007 16.25.00 ] Dimagrire


Tutto è sempre più grande, le auto, le case, i prezzi della benzina, il cibo ma anche le persone stanno diventando sempre più "grandi". Quest'ultimo malessere della società moderna si chiama sovrappeso, talvolta obesità.

La diffusione dell'obesità sta crescendo in modo sostanziale sia nei paesi sviluppati sia in quelli in via di sviluppo. L'obesità è un accumulo anormale o eccessivo di grasso nel tessuto adiposo tale che la salute ne può essere danneggiata: il 33,1% degli italiani sono in sovrappeso, il 9,7% sono addirittura obesi. Più del 60% degli adulti, ha problemi con il controllo del peso.

Dal 1960 ad oggi il numero delle persone in soprappeso od obese è aumentato spaventosamente, i bambini obesi sono diventati il doppio e gli adolescenti si sono triplicati. Le più recenti evidenze scientifiche indicano che la diffusione del sovrappeso e dell'obesità sta aumentando drammaticamente in tutto il mondo e che il problema sta rapidamente crescendo nei bambini e negli adulti. I dati più esaustivi sulla diffusione dell'obesità nel mondo sono quelli del progetto MONICA (Monitoring of trends and determinants in cardiovascolar diseases study) realizzato dall'organizzazione mondiale della sanità (OMS). Unitamente alle informazioni raccolte nelle indagini condotte a livello nazionale, i dati indicano che, nella maggior parte dei paesi europei, la diffusione dell'obesità ha registrato un aumento dal 10 al 40% circa negli ultimi 10 anni, con oscillazioni tra il 10-20% per gli uomini e tra il 10-25% per le donne. L'incremento più rilevante è stato rilevato in Gran Bretagna, dove quasi i due terzi degli uomini adulti e oltre la metà delle donne adulte sono in sovrappeso o sono obesi. In Inghilterra, tra il 1995 e il 2002, l'obesità è raddoppiata tra i ragazzi passando dal 4,9% al 7,8%. Quindi un ragazzo su 5 e una ragazza su 4 sono in sovrappeso o obesi. Tra i giovani dai 16 ai 24 anni l'obesità è aumentata dal 5,7% al 9,3%, mentre tra le giovani donne è aumentata dal 7,7% all'11,6%.

 

Diffusione progressiva dell'obesità negli USA

 

L'uomo: un animale poco consapevole e spesso ingordo

 

Prima non si mangiava quasi mai fuori, soltanto in rarissime occasioni speciali. Oggi invece tutti, dalle famiglie ai sigle lo fanno continuamente, e questo lo pagano, non solo con il portafoglio, ma anche con la salute.

È l'offerta stessa a darci indirettamente il quadro della situazione; in Italia ci sono circa 250 000 esercizi di ristorazione (1 ristorante ogni 230 persone), 100mila bar, 1000 fast food. Considerando quindi che c'è un offerta composta da oltre 350 000 esercizi dove si può "mangiare", significa che ci sono moltissimi italiani  che costantemente si nutrono con qualcosa che non è preparato da loro di cui quindi non ne conoscono ne la composizione, ne la preparazione ne gli ingredienti.  

Molti dei cibi che troviamo nei bar o nei fast food non fanno bene alla salute. Ogni giorno un italiano su 4 consuma almeno un pasto veloce "fuori" (colazione, pranzo o cena); per non parlare poi dei vari snack e spuntini che frettolosamente vengono consumati. Ma gli esercizi di ristorazione sono i responsabili di questa epidemia??? No, la responsabilità è soprattutto personale, fa capo ad ognuno di noi. Nessuno è obbligato a mangiare schifezze, ognuno è libero di scegliere dove mangiare, cosa mangiare e quanto mangiare.

In media noi consumiamo fuori casa il 40% dei nostri pasti; io per esempio ho alcuni clienti che hanno la possibilità di mangiare a casa solo nel fine settimana. Molti degli ingredienti che si trovano nei cibi "veloci" sono assolutamente sconosciuti in cucina. Un esempio? Provate a guardare con che cosa è fatto un gelato confezionato... voi per fare lo stesso usereste i soliti ingredienti?!?

La gente mangia spesso fuori casa, ma se continueremo a servire cibi poco sani nei ristoranti e se non c'è una corretta educazione alimentare da parte dei cittadini  mangiare fuori diventa pericoloso.

Così come siamo in grado di leggere e di scrivere...

  • Abbiamo le conoscenze minime che ci permettono di nutrirci bene e di saper quali cibi scegliere?
  • Siamo sicuri di quello che mangiamo?
  • Sappiamo con quali ingredienti vengono preparati i nostri panini?
  • Ci teniamo davvero alla nostra salute?   

Se la maggioranza di noi avesse interesse e cultura per quello che mangia nascerebbe una nuova "domanda" capace di generare un'offerta diversa di cibi  da quella già esistente... ma purtroppo i cittadini non hanno ancora generato una "domanda" caratterizzata dall'esigenza di cibi si veloci ma più salutari, una domanda che vuol conoscere a fondo e vuol essere sicura dei prodotti dell'offerta. Quindi non prendiamocela con i fast food, con i geni obesi e con la ristorazione; in fin dei conti per coloro che lavorano per nutrirci preparare dei cibi è un business....e che si ami o che si odi le abbuffate al ristorante, i panini storici dei bar ed i fast food continueranno ad esistere fino a quando continueremo a mangiarli; perché ciò arricchisce giustamente chi li prepara perchè sono veloci, economicamente accessibili e psicologicamente gratificanti. Soddisfano necessità tipiche del movimentato stile di vita dei giorni nostri... e non sono altro che l'offerta alla nostra domanda di cibo spazzatura, una delle più grandi droghette dei giorni nostri.

 

Ma qualcosa deve cambiare ecco i perchè...

 

 

La società è ancora cieca muta e sorda nei confronti dell'obesità

 

L'obesità rappresenta ad oggi in Italia la seconda causa di mortalità dopo il fumo, oltre 400 mila persone all'anno muoiono per malattie ad essa collegate. Se non si interviene l'obesità prenderà il posto del fumo come principale causa di mortalità nel nostro paese.

Tutti per esempio oramai sappiamo che il fumo fa male, tutti conoscono gli effetti dannosi delle sigarette e tanti, fumatori e non, si sentono legittimati a ricordare a coloro che hanno una sigaretta in bocca che il fumo nuoce gravemente alla salute con la classica esclamazione:

  • "Ma non lo sai che il fumo fa male?!?"

Ed il fumatore di solito invece di rispondere "pensa ai fatti tuoi" (come tra l'altro sarebbe giusto in fin dei conti) piuttosto imbarazzato di solito risponde:

  • "Ho provato a smettere, ma ci devo riprovare, hai ragione, hai ragione lo so fa male..."

Quando invece al nostro solito tavolo sono sedute persone molto grasse nessuno le attacca così come vien fatto con un fumatore; perché se qualcuno dicesse a queste persone una di queste esclamazioni

  • "Ma non te ne rendi conto che sei obesa?!?"
  • "Non lo sai quanto è pericoloso essere in sovrappeso?!?"
  • "Smettila di mangiare...lascia stare quel dessert che ti fa male!"

... penserebbe di mancargli di rispetto.

Ma invece se si analizza il concetto di fondo, la logica fra fumo e soprappeso è la stessa; non è possibile fare una distinzione di tipo morale. La ragione sta nel fatto che è socialmente accettato attaccare i fumatori; ma non lo è "attaccare" gli obesi.

Quindi sorge spontanea una domanda: quand'è che diventerà accettato socialmente permettersi di attaccare le persone grasse nello stesso modo in cui viene fatto tranquillamente con i fumatori?

Se aumentasse la consapevolezza sociale dei danni connessi all'obesità forse ci sarebbero meno persone in sovrappeso. Ecco alcuni buoni motivi per riflettere, all'aumento di peso sono associati problemi come:

  • Ipertensione
  • Cardiopatia coronarica
  • Ictus
  • Malattie della vescica biliare
  • Osteoartite
  • Artrosi d'anca e ginocchio
  • Lombalgie e lombosciatalgie
  • Apnea del sonno
  • Problemi respiratori
  • Cancro all'utero
  • Cancro al seno
  • Cancro alla prostata
  • Cancro al colon
  • Dislipidemia
  • Steatoepatiti
  • Resistenza all'insulina
  • Asma
  • Iperuricemia
  • Anomalie nella riproduzione
  • Policisti ovarica
  • Infertilità
  • Diabete

Quindi se riuscissimo a dire al nostro compagno di tavolo "smettila di mangiare che ti fa male" forse tanto "male" non gli feremmo...

 

 

Giorno dopo giorno avveleniamo sempre più i nostri bambini

  

Se questa tendenza ad ingrassare continuerà un bambino su 3 nato nel 2000 avrà il diabete da grande. Almeno 100 mila italiani ogni anno si ammalano di diabete di tipo 2; stando alle ultime statistiche le spese sanitarie connesse al diabete sono raddoppiate. Se il diabete viene contratto nei primi quindici anni della nostra esistenza il rischio è che la durata totale della vita si riduca fra 17 ed i 27 anni.

Come se non bastasse circa il 20% dei bambini obesi presenta delle anomalie di rilievo nei test di funzionalità epatica. Nella metà di loro il fegato al microscopio presenta cicatrizzazioni del tessuto e fibrosi del fegato che sono i primi stadi della cirrosi epatica. Quindi nel momento in cui questi bambini saranno adulti c'è il rischio che, se nel frattempo  non avranno cambiato le loro abitudini alimentari ed i loro stili di vita, si ritroveranno con una insufficienza epatica e allora servirà il trapianto, oppure moriranno. Se andrà bene saranno solo obesi con tutti gli altri rischi ad esso connessi in quanto l'80% dei bambini in sovrappeso ha probabilità di divenire un adulto obeso.

Il bambino medio vede in tv ogni anno all'incirca 10.000 pubblicità sul cibo. Il 95% sono su cereali, bibite gassate e dolciumi. Se un genitore mangiasse ad ogni pasto, ogni giorno per un anno intero con il proprio figlio in ogni pasto potrebbe dare un messaggio alimentare molto importante. Questo genitore avrebbe comunque solo 1000 occasioni per influenzarlo, contro le 10000 degli spot pubblicitari. Quindi sulla carta appare una battaglia impari e spesso da alcuni genitori si sente dire "è tutta colpa della pubblicità"... ma se il genitore si comportasse da genitore e facesse guardare meno tv al bambino avremmo già risolto parte del problema derivante dalla pubblicità...è molto più facile mettere i propri figli davanti alla tv piuttosto che ingegnarsi per creare situazioni di gioco e di reale accrescimento.

Comunque è vero, le aziende spendono miliardi per pubblicizzare i loro prodotti. Nel 2001 soltanto per la pubblicità diretta, cioè radio, televisione e stampa, McDonald's ha speso 1,4 miliardi di dollari in tutto il mondo. La Pepsi ha speso più di 1 miliardo di dollari. La spesa massima compiuta per una campagna indirizzata all'alimentazione salutare ed alla vita attiva è stata di appena 2 milioni di dollari. I marchi alimentari sono ormai dappertutto, nelle t-shirt, nei giocattoli e nei cartoni animati. Le pubblicità alla tv sono ridondanti... ma questo è il commercio... e sono i genitori a comprare da mangiare ai loro figli!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nelle nostre scuole non viene fornita un'educazione alimentare sufficiente, sempre più si trovano distributori automatici da quali si può raggiungere facilmente del cibo spazzatura; offrendo questi alimenti non aiutiamo di certo i nostri giovani ad avere una dieta corretta. Nelle scuole dovrebbe essere vietato vendere bibite gassate, dolci e salatini vari... in questo modo si rischia di rendere i ragazzi dipendenti a vita da certi cibi. Questa non è una questione di denaro o una questione economica. Si parla della cosa più importante che abbiamo... si parla di salute .

Oramai nelle scuole pubbliche non si insegna neanche una cosa che sempre più appare fondamentale: l'educazione fisica. Per l'ultima evoluzione di bambino, il "Puer condominialis" che muove solamente il pollicione davanti alla "tv" o alla "Play Station" e si nutre solo di cibi pre-confezionati provenienti da complicate elaborazioni industriali  è importantissimo l'insegnamento dell'educazione fisica; questa è uno dei pochi strumenti preventivi che la società moderna ci offre per poter aiutare direttamente i nostri cuccioli di uomo. Ma cosa dire? In media i nostri bambini dalle scuole elementari alle scuole superiori hanno 2 ore di educazione fisica a settimana...di solito (nelle elementari) sono gestite addirittura da personale non specificamente competente (insegnanti di altre materie in quanto non è previsto un insegnate di educazione fisica di ruolo alle scuole elementari) e alla fine fra cambiarsi le scarpe, la tuta, e raggiungere la palestra più vicina si vanno a fare appena 45 minuti di attività... ma spesso addirittura queste 2 ore vengano sacrificate per qualche altro scopo didattico. Se si pensa che il ministero della sanità raccomanda per i bambini almeno 30 minuti di attività fisica al giorno per mantenerli in buona salute, una volta a settimana è una presa in giro. Una volta a settimana è veramente poco, i bambini hanno bisogno di muoversi non una volta a settimana ma più volte ogni giorno. Avete mai visto un piccolo di mammifero??? Pensate al primo che vi viene in mente...è in continuo movimento! Pensate che i nostri bambini in quanto esseri umani siano diversi??? No... anche loro hanno bisogno di muoversi!

Ma  ovviamente all'educazione fisica non viene data l'importanza che ha e dovrebbe avere... ma anche questo è normale. Nelle politiche scolastiche oramai da tempo vengono scelte le strategie sbagliate, la ricreazione (momento di svago e movimento) è stata tagliata sempre di più (ad oggi la durata è di 15 minuti alle scuole elementari, e 10 minuti nelle scuole medie e superiori). Spesso i nostri bambini passano 6-8 ore a scuola, ed in questo tempo devono stare quasi sempre seduti. Tutto questo ovviamente è stato fatto con il nobile intento di favorire gli spazi da dedicare all'apprendimento nozionistico ed alla trasmissione culturale... ma grazie a questo avremo degli studenti che sapranno leggere ma che saranno grassi. Avremo quindi lettori grassi, avremo pertanto lettori malati. Ma i responsabili, i "manager" (chiamiamoli così che almeno vien dato risalto al loro ego)  di questa involuzione della persona sono miopi su certi obiettivi da raggiungere; trascurano settori a cui andrebbero dedicati tempo ed energia, come educazione fisica, alimentazione e salute. Sono queste le cose penalizzate. Sono i nostri bambini ad essere penalizzati. È il futuro della nostra specie ad essere penalizzato.

 

 

Scarsa cultura alimentare, poca attività fisica, necessità di gratificazioni esterne...

 

L'obesità è una vera e propria epidemia nazionale e mondiale. La verità è che mangiamo troppo, spesso ci nutriamo di "cibi spazzatura" e viviamo nell'assoluta inattività fisica. In questo modo si crea una sorta di "ambiente tossico nel nostro organismo e di conseguenza è ovvio che a lungo andare il nostro corpo finisce per ammalarsi.

Più del 60% degli italiani non fa attività fisica a sufficienza. Considerando che 2000 passi sono circa 1,5 km, le persone che lavorano in ufficio non camminano per più di 2 km al giorno; questi infatti prendono la macchina per andare a lavoro e l'ascensore al posto delle scale facendo una media di circa 2500-3000 passi al massimo in tutta la giornata. Il più degli italiani non fa neanche 5000 passi al giorno. Camminare è diventato talmente un peso che lasciamo che siano le macchine a farlo per noi... ma intanto le malattie derivanti dall'eccesso di grasso corporeo pesano sempre più come spesa nei bilanci dei governi dai paesi più industrializzati... ma forse c'è qualcosa che non va???

Anche la nostra natura ci gioca brutti scherzi; spesso non è il gusto che sentiamo ad attrarci ai cibi che mangiamo ma l'effetto che una sostanza, un certo cibo ha sul cervello; questo accade per esempio con la cioccolata, per gli effetti sul sistema nervoso che genera dopo la sua ingestione tendiamo a farne un uso smodato.

Per altri è il gusto del sapore "forte e puro" che da idea della trasgressione. L'umore di molti migliora quando si comincia a mangiare, e questo è tipico dei cosiddetti cibi spazzatura. Se andiamo ad analizzare i cibi dei fast food, questi sono tutti composti da alimenti che creano dipendenza e fanno leva di solito su 3 dei 4 sapori universali. L'uomo percepisce infatti quattro sapori universali: dolce, salato, amaro, agro. Questi nella loro purezza sono in grado di stimolare enormemente un meccanismo di dipendenza ed il fast food non è altro che la fusione di questi sapori. I cibi sono tutti molto salati (patatine), vengono usate salse dal sapore agro (ketchup) e poi vengono accompagnati di solito con una bevanda gassata dolce (coca-cola) che ha il potere di creare dipendenza anche grazie all'azione della caffeina. Appare facile comprendere che in un bambino di 12 anni il cervello non può tollerare questo genere di miscuglio senza rimanerne travolto.

Se ne vedono di tutti i colori per dimagrire... dalle pillole magiche, ai trattamenti estetici miracolosi... dalle tute effetto forno sciogligrasso ai drink farmaceutici pro-sazietà... ci si inventa di tutto per dimagrire tranne che mettersi a mangiare meno e meglio e fare tanta attività fisica...

 

Ma è arrivato il momento di cambiare...

 

www.albertofatticcioni.com


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Un nuovo studio americano conferma il legame tra allergie e obesita': i bambini e gli adolescenti obesi hanno un maggior rischio di soffrire di allergie, soprattutto agli alimenti. Lo studio ha coinvolto 4111 bambini e ragazzi tra i 2 e i 19 anni: gli obesi hanno il 26% in piu' di probabilita' di soffrire di un qualche tipo di allergia rispetto a coloro che hanno un peso nella norma. I risultati dello studio sono pubblicati sul Journal of Allergy and Clinical Immunology (Agr)


Inserito da AlbertoFatticcioni il Mon, 04 May 2009 18:20:27 GMT



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