Metabolismo dei grassi più attivo con una dieta a basso tenore di carboidrati


[ Pubblicato il : 27/01/2009 9.40.00 ] Dimagrire Nutrizione Prevenzione Eliminare grasso Carboidrati Grassi Obesità Perdita di peso Metabolismo


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Al fine di determinare in che modo la dieta possa influenzare la produzione di glucosio e la sua utilizzazione nel fegato, i ricercatori hanno assegnato in modo casuale a soggetti obesi o sovrappeso due tipi di dieta: una a basso contenuto di calorie ma con un'alta percentuale di carboidrati e l'altra a basso contenuto di carboidrati. Il risultato è stato che le persone che seguivano una dieta povera di zuccheri bruciavano più grassi a livello epatico come fonte di energia rispetto a chi seguiva un regime ipocalorico. Questo perché le persone che seguono diete a basso contenuto di carboidrati usano maggiormente il metabolismo che consente di generare energia bruciando i grassi: è questa la conclusione di un piccolo studio clinico svoltosi presso lo UT Southwestern Medical Center

I risultati sono ora pubblicati sull'ultimo numero della rivista "Hepatology".

"Invece di cercare farmaci per combattere l'obesità e le patologie che ne derivano - ha commentato Browning - è possibile forse ottimizzare la dieta per prevenire tali condizioni". I risultati potrebbero avere importanti implicazioni per il trattamento dell'obesità e delle patologie collegate come il diabete, l'insulino-resistenza e la steatosi epatica non alcolica, come ha spiegato Jeffrey Browning, docente dell'Advanced Imaging Research Center della UT Southwestern."

Il glucosio e i grassi rappresentano la nostra "benzina" primaria: sono entrambi metabolizzati nel fegato e utilizzati come energia per il funzionamento dell'organismo, ma in caso di eccesso di carboidrati nella dieta il nostro metabolismo preferisce "bruciare" carboidrati conservando i grassi in eccesso.

 

LA RICERCA

Al fine di determinare in che modo la dieta possa influenzare la produzione di glucosio e la sua utilizzazione nel fegato, i ricercatori hanno assegnato in modo casuale due tipi di dieta - una a basso contenuto di calorie e l'altra a basso contenuto di carboidrati - a una coorte di 14 soggetti obesi o sovrappeso.

Dopo due settimane, si è verificato il modo in cui gli stessi soggetti utilizzavano il glucosio grazie a tecniche di imaging avanzate, oltre che a metodi biochimici.

Si è così riscontrato che coloro che avevano seguito la dieta a basso tenore di carboidrati producevano glucosio dal lattato o dagli aminoacidi in proporzione maggiore dei soggetti che avevano seguito l'altra dieta.

Le differenti diete influiscono così sul metabolismo del glucosio: in una dieta con poche calorie, i soggetti ottengono il 40 per cento del glucosio dal glicogeno, che deriva dai carboidrati ingeriti e viene immagazzinato nel fegato finché l'organismo non ne ha bisogno. In una dieta povera di carboidrati, per converso, tale percentuale si riduce fino al 20 per cento: in tal caso, viene consumata una maggiore quantità di grassi del fegato, essenzialmente trigliceridi. Per chi ne ha in eccesso, quindi le conclusioni dello studio potrebbero aprire la strada a nuove strategie terapeutiche o semplicemente dietetiche.

Sebbene lo studio non fosse ideato per determinare quale dieta sia più efficace per perdere peso, il calo ponderale è stato ci circa 2,2 chilogrammi per i partecipanti allo studio che seguivano una dieta a basso introito di calorie e di 4,3 per quelli che seguivano una dieta a basso consumo di carboidrati. Questo dimostra che una dieta a basso tenore di carboidrati è più efficiente di una normale dieta ipocalorica per eliminare il grasso corporeo in eccesso. 



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