Meno sale nel piatto, più in zucca


[ Pubblicato il : 17/09/2009 4.14.00 ] Nutrizione Prevenzione Ipertensione Osteoporosi Sodio Sale


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Un decremento di 2 mm Hg di pressione diastolica nella popolazione generale ridurrebbe la prevalenza dell'ipertensione del 17 per cento, delle patologie coronariche del 6 per cento e del rischio di ictus del 15 per cento, con notevoli vantaggi in termini di salute anche per i soggetti con valori di pressione nella norma»: con queste parole Kevin Willis, membro del Canadian Stroke Network ha commentato i risultati di uno studio da lui pubblicato sulla rivista "Canadian Medical Association Journal"  in cui viene preso in considerazione ancora una volta l'eccessivo consumo di sodio in molti paesi del mondo.

È ben nota infatti la correlazione tra il consumo eccessivo di sale e il rischio di insorgenza di ipertensione e quindi di patologie cardiovascolari, oltre che di tumori dello stomaco, di osteoporosi e di altre patologie e disturbi. Per questo motivo, argomentano i ricercatori, la riduzione dell'introito di sodio dovrebbe essere un obiettivo prioritario per le istituzioni che gestiscono la Sanità pubblica in tutti i Paesi.

I limiti per i bambini tra 1 e 3 anni e per i soggetti tra 9 e 50 anni, sono stimati, rispettivamente, in 1000 e 1500 milligrammi al giorno.

Le azioni da intraprendere dovrebbero riguardare soprattutto la modifica delle ricette di preparazione di molti cibi industriali, ma anche campagne di educazione per aumentare la consapevolezza del grande pubblico a riguardo, nonché una normativa per l'inclusione di una corretta informazione sulle etichette dei cibi stessi.

Tratto da Le Scienze.it

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