L'arte di camminare


[ Pubblicato il : 24/04/2008 16.17.00 ] Filosofia del benessere


Camminare per piacere è una cosa che tendiamo a serbare per i fine settimana e per le vacanze. Eppure con un piccolo sforzo di volontà non è poi così difficile entrare nella disposizione mentale di un camminare riflessivo, persino nel trambusto e nella confusione di un giorno di lavoro. Con questo elogio filosofico al movimento più naturale dell'uomo vi invito a camminare...

 

Colui che passeggia è la più elevata e autorevole delle creature; cammina per piacere, osserva senza interferire, è felice di stare in compagnia della propria mente, vaga distaccato, saggio e sereno. È  libero.

 

Per uno spirito creativo è un'attività fertile, poiché è quando cammina che concepisce idee. Citando l'autore di dizionari Pierre Larousse, egli ci dice che una di queste figure camminatrici era niente meno che Beethoven, che scriveva musica nella propria testa mentre se ne andava in giro a zonzo:

  • "Nei primi anni di questo secolo, ogni giorno - quale che fosse il tempo, con il sole o con la neve - si vedeva un uomo passeggiare attorno ai bastioni della città di Vienna. Quest'uomo era Beethoven, il quale, nel corso dei suoi vagabondaggi, elaborava nella propria testa le magnifiche sinfonie che poi avrebbe messo sulla carta. Per lui il mondo smetteva di esistere, invano le persone si levavano il cappello al suo passaggio. Lui non vedeva nulla; la sua mente era altrove."

 

C'è la passeggiata in solitaria ma c'è anche la passeggiata in compagnia - per i più pigri quindi una passeggiata che altrimenti si ridurrebbe ad un esercizio di routine, in compagnia diventa un viaggio divertente ed affascinante - e se si vive in una bellissima città come Firenze evitando le vie principali colme di turisti sarà possibile scorgere piccole meraviglie che neanche pensavate esistessero. Quando ci si limita a girovagare e a vedere che cosa succede, il tempo, nella forma di qualche minuto speso camminando senza alcun motivo ben preciso ha un potente potere curativo... meglio di qualsiasi ansiolitico.

 

Camminare bene, camminare veramente è uno stato mentale quanto fisico. Ma come bisogna farlo?

Uscite di casa come se giungeste da un luogo lontano; scoprite il mondo in cui già vivete; cominciate la giornata come se sbarcaste da una nave proveniente da Singapore; guardate il mondo con occhi nuovi per scorgere l'esistente fino ad oggi ignorato. C'è da ricordare inoltre che oramai il camminare è un atto di rivolta. È una ripresa si se stessi, contro una vita incentrata sul lavoro, sui budget, sui target e sulla produttività - contro i troppi impegni, il trambusto, le seccature. Per il pensatore e lo spirito creativo, l'atto di camminare riconcilia lavoro e gioco.  

 

Quand'è stata l'ultima volta che avete girovagato per la città per tre ore in piacevole compagnia oppure da soli? Molti di voi diranno... non c'è tempo! Troppo occupati! Troppe cose da fare!

 

Ricordatevi che per voi stessi siete la cosa più importante al mondo...vedo molte persone rincorrere chissà che cosa, ma ogni passo che compiono non è altro che un allontanamento dalla propria essenza...  nessuno sarà in grado di ridarvi la vita spesa per adempiere agli obblighi contemporanei... a piccole dosi riprendetevi voi stessi... camminando. Iniziate con poco: camminate durante l'ora di pranzo, vagate senza meta. Si ha una piacevolissima sensazione di superiorità sugli altri e di controllo su se stessi quando camminiamo e ci si lascia andare. Camminare significa rifiutarsi di diventare vittime del tempo, significa pensare, significa rimanere in forma, significa pensare alla salute, significa essere ecologici, significa percepire l'ambiente che ci circonda... camminare è un atto rivoluzionario... significa essere liberi!

 

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