Il valore del cibo


[ Pubblicato il : 02/01/2010 11.48.00 ] Dimagrire Nutrizione Agricoltura Alimenti e cibi Carboidrati Alimenti e cibi cattivi Cibo spazzatura Trasparenza radicale Cibo selvaggio


Dopo la mia prima settimana trascorsa a Boston mi sento di dover fare alcune riflessioni. Le cose che più mi hanno colpito sono: il cibo "fast-food" a buon mercato, l'elevato costo del cibo "vero", l'elevato numero di grandi obesi e l'incredibile presenza di palestre. Il tutto è ovviamente connesso ma cercherò di fare un'analisi ragionata.

Il cibo, comprato nei locali dove viene servito in modo veloce, costa pochissimo. Questo grazie alla bassa qualità delle materie prime ed all'elevato volume di vendite.  Puoi fare un pasto saziante con meno di 10 dollari ed a parità di quantità servita, la carne, rispetto all'Italia, costa pochissimo. Puoi mangiare riso con lenticchie, più ¼ di pollo arrosto con contorno di broccoli e carote a soli 8 dollari. Al contempo, vai al supermercato, provi a farti la spesa per degli spuntini sani (mandorle, albicocche o fichi secchi, arance, mele, carote o broccoli) e spendi più di 40 dollari. Con una situazione del genere, capisco perché alla povera gente, convenga di più mangiare al fast-food con 4 dollari hamburger e patatine fritte piuttosto che farsi la spesa e cucinare.

Vedendo l'enorme quantità di carne (soprattutto pollo e manzo) che continuamente viene servita, comprendo meglio rispetto che mangiando in Italia, il meccanismo dell'allevamento industriale. La carne a buon mercato è l'inevitabile risultato di un'agricoltura industriale che deve piazzare in qualche modo i surplus di cereali che vengono prodotti. I cereali vengono rivalutati dal punto di vista economico con la loro trasformazione in carne; in questo modo però c'è un'ovvia svalutazione della qualità della nutrizione degli animali, del loro stile di vita e del sapore della carne stessa. Ogni volta che mangio carne, per quanto sia cruda la mia osservazione, vorrei nutrirmi di un animale che abbia vissuto una vita sana, in maniera libera e felice. Per questo amo la selvaggina o l'allevamento brado; oltre che per le qualità organolettiche, quella carne ha un plusvalore che trascende il mero fatto di essere cibo. Osservando le fibre muscolari di un petto di pollo di cui mi sono nutrito mi son accorto che a parità di carne, i polli di mia nonna hanno il quintuplo di fibre muscolari in più. Da questo si comprende come i polli "americani", siano stati allevati velocemente e senza opportunità di movimento. La carne inoltre si disgregava facilmente con la sola pressione di una forchetta di plastica. Per tagliare il petto di un pollo di mia nonna servono i denti o forchetta appuntita e coltello ben tagliente; la sola forchetta di metallo si piegherebbe, quella in plastica si frantumerebbe in mille pezzi.

Questo sistema, di un cibo onnipresente (si trova un fast-food ogni 5 passi od una food-court ogni 500 metri) ed a basso costo favorisce senza dubbio il mangiar troppo. Come dice il proverbio, "l'occasione rende l'uomo ladro". Ammetto che anch'io in questi giorni ne sono stato vittima. Sottoposto ad una continua e costante offerta di cibo la tentazione di assaggiare quello e poi quell'altro, o di mangiare anche da sazi, è stata elevata. C'è una mercificazione, una mercantilizzazione, una prostituzione del cibo e del valore reale che questo ha preoccupante. Il cibo non può essere una merce come le altre, ha implicazioni talmente profonde e trasversali che una situazione del genere lo ridicolizza ed al contempo sminuisce il valore di quelle persone che creano il cibo e lo cucinano. La presenza di cibo viene data per scontata, quando in realtà non lo è. Chiunque abbia provato a far crescere un orto o ad allevare e poi uccidere un animale per nutrirsene può capirmi. Il costo, in termini di risorse naturali utilizzate, non è assolutamente paragonabile al valore di mercato che viene dato al cibo.

Il risultato finale è un'obesità dilagante, contrapposta ad una ossessione per il cibo salutare. L'altro giorno sono rimasto scandalizzato nel vedere una madre obesa, con il marito obeso che dopo il classico hamburger con patatine fritte dava alla povera figlioletta obesa una porzione di gelato stile barattolino Sammontana e per buttarlo giù una bottiglia da due litri di Sprite.

Ma poi ci si iscrive in una delle tante palestre, e si spera che solo con l'iscrizione se ne vadano i chili di troppo...


Commenti



Mia nonna, nelle nostre lunghe conversazioni sulla sua vita da giovane, mi ha confessato che da ragazza


Inserito da Alberto Fatticcioni il Fri, 28 Jan 2011 15:02:00 GMT


spero che al tuo rientro tu non mi trovi come quella madre obesa...sennò il tuo lavoro sarà faticosissimo, dopo tanta inattività. in fondo io proprio ieri ho preparato, con le mie manine, i tortelli maremmani con pasta fresca senza uovo, da me realizzata con farine bio e spinaci doc! Ma come ben sai,non poteva mancare il chicco, con dolci di varia fattura. Ah, comunque ho fatto attenzione ad ingerire cioccolata solo fondente, ché è un pò meglio...complimenti per l'osservazione e per l'articolo. Sei un crociato giustamente convinto della causa BIO, quella vera e so che studierai un sistema per interessare gli americani alle tue teorie e se vi fosse un bel ritorno, ce male c'è? Buon divertimento!


Inserito da marzia Magrini il Sat, 02 Jan 2010 22:25:05 GMT



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