Il metodo Furuno


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Molte persone vedono o percepiscono la creatività solo dedicandosi ad attività artistiche come la pittura, la scultura, la fotografia. Ci sono scultori che verranno ricordati in eterno per l'abilità del loro colpo di scalpello, ci sono pittori che riecheggeranno nel futuro per la loro fantasia espressa tramite il pennello, ma che dire di Takao Furuno?

 

Furuno non è un pittore, non è uno scultore, non è un fotografo. Takao Furuno è un contadino che ho conosciuto grazie al libro "La fine del cibo" di Paul Roberts . Nel Kyushu, isola meridionale del Giappone, in soli tre ettari, è stato creato uno dei più bei modi di pensare il cibo e la produzione alimentare. Ogni anno a giugno, Takao Furuno libera centinaia di anatroccoli nelle sue risaie appena seminate; gli anatroccoli ignorano le piantine (che per i loro gusti contengono troppa silice minerale), ma divorano insetti ed erbacce. I loro escrementi concimano il riso, mentre il costante rimescolamento del letto delle risaie stimola le radici delle piantine a crescere più rapidamente. con l'avanzare della stagione, Furuno riempie le risaie di pesci d'acqua dolce chiamati cobiti, che protegge dalle voraci anatre con uno strato di lenticchie d'acqua, una felce acquatica. La lenticchia d'acqua sfrutta l'energia solare per fissare l'azoto nel terreno delle risaie e fertilizzare il riso; inoltre da riparo ad un'alga azzurra di cui si nutre una specie di verme di cui si cibano a loro volta i pesci, i cui escrementi concimano anch'essi il riso. In autunno Furono mette le anatre (che altrimenti mangerebbero il riso maturo) in un capanno, dove depongono le uova e raggiungono il peso per essere vendute. Raccoglie il riso, pianta nelle risaie una coltura di copertura di frumento e in tutta la proprietà fa la rotazione di alcune decine di varietà di ortaggi a coltivazione intensiva, che vende ai vicini insieme a riso, anatre, uova e pesce.

Il sistema di Furuno, ribattezzato metodo Aigamo, è tutto quello che un modello alternativo di produzione alimentare dovrebbe essere: alimentato dal sole e a ciclo chiuso (tutti i nutrienti sono prodotti in loco); privo di erbicidi ed insetticidi sintetici; e, ad eccezione di un po' di granaglie per far ingrassare  le anatre e per dar da mangiare ad alcuni studenti braccianti non necessita di fattori di produzione esterni come trattori, fertilizzanti e pesticidi. In sostanza è straordinariamente produttivo. anche se sistemi come questo - noti con vari nomi come agricoltura integrata, gestione adattiva e policoltura - sono apprezzati per la loro ecosostenibilità, Furono riesce a produrre quasi nove tonnellate di riso per ettaro, oltre ad una quantità di verdura, carne di anatra, uova di anatra e pesce sufficienti a rifornire un centinaio di famiglie locali durante tutto l'anno. Una tale abbondanza genera un reddito di 136.000 dollari e giustifica la scritta sul suo biglietto da visita: "il mondo in cui un'anatra crea infiniti tesori".

Furono, in poche parole, con il suo metodo estremamente creativo sta riducendo in brandelli il dogma secondo cui elevati rendimenti agricoli sono possibili solo grazie alla monocultura.Nei suoi tre ettari, con il suo metodo integrato, la sua creatività e le sue conoscenze empiriche maturate in anni di esperienza è riuscito a creare una vera e propria opera d'arte.    


Commenti



A novembre sono stato al " Primo Forum Nazionale dell'Agroalimentare" . Non mi ero mai


Inserito da Alberto Fatticcioni il Mon, 09 Jan 2012 10:35:09 GMT


ho scritto questo:

karinhofer.wordpress.com/.../societa-libera


Inserito da karin il Tue, 15 Dec 2009 21:57:05 GMT


I fiumi di denaro in agricoltura hanno creato una distorsione di fondo; l'agricoltura si è allontanata dalle natura e si è trasformata in attività capitalistica. I campi sono diventati una sorta di "cava" dai quali si estraggono alimenti.

La prossima rivoluzione culturale partirà dalla natura, dalla scienza, dall'autosufficienza e dalla negazione di qualsiasi dio. Una persona autosufficiente è un essere libero. Una società fatta da molte persone autosufficienti è una società libera. Questo però non significa che tutti debbano ritornare alla terra...


Inserito da AlbertoFatticcioni il Sat, 12 Dec 2009 10:58:58 GMT


Di necessità virtù. Troppe sovvenzioni vorresti dire, il danaro che devia, toglie dall’essenziale, corrompe i comportamenti in negativo senza che l’individuo si renda conto.

Ammazza creatività autentica, quella che fa vivere cibo, sonno, sesso, emozioni con profondo appagamento e gratitudine lasciando antidepressivi (120 000 000  di euro il fatturato annuo nella vicina Svizzera a cui aggiungere 4 500 000 confezioni di calmanti e sonniferi), eccitanti e tutta la compagnia chimica (psicofarmaci, stupefacenti, alcol...) del viver spezzato o a pezzettini fuori porta.

Più importante l’industria farmacologica della salute?

Più importante l’intrattenimento : sport da guardare, moda da consumare, film e musica per trovare idoli  e comportamenti, valori morali ed etici da copiare?

Più importante l’industria del alcol?

Più importante l’industria dei dolciumi?

Più importante l’industria del cibo?

Il tutto ben regnato dalla nuova religione personificata nel dio Mammon – il danaro è tempo, chi regna sul tempo è pari a dio.

Se mi insegni bene, l’autosufficienza alimentare locale si può realizzare ed il danaro e le tecnologie costose per produrre cibo si limitano ad un minimo, appunto ad strumento e non più ad impostori sulla vita umana. Dunque lezioni di libertà dal Giappone?


Inserito da karin il Thu, 10 Dec 2009 21:05:21 GMT


Non so se Fukuoka e Furuno si conoscessero, ma dalla risonanza che hanno avuto i libri e le parole di Fukuoka penso che Furuno sapeva chi era Fukuoka e con esso anche l'agricoltura naturale integrata. Tutto questo succede in Giappone perchè di tutti i paesi scientificamente avanzati è quello che ha il maggior numero di contadini in relazione al territorio. In Giappone non esiste una moltitudine di proprietà in mano ad un contadino solo come negli USA o in Europa ed inoltre le sovvenzioni statali sono più basse. Questo fa si che i contadini giapponesi ricevendo meno contributi statali ed avendo meno terra, per "sopravvivere" economicamente siano costretti ad essere più creativi.

Spesso non capisco perchè anche nella nostra bella Toscana non si riesca ad integrare le colture. Sarebbe facilissimo. Le colline intorno a Firenze sono ricoperte da "boschi" di olivi che danno un olio eccezzionale. Sarebbe sufficiente impiantare e/o seminare nelle olivete un sottobosco di piante estremamente rustiche di durara poliennale come la cicoria, la bietola, i carciofi ed i cardi per raddoppiare la produzione orticola locale, dare cibo di ottima qualità a chilometro zero e controllare le malerbe.  


Inserito da AlbertoFatticcioni il Tue, 08 Dec 2009 15:07:37 GMT


Fukuoka e Furuno si conoscevano?

Pensi ci sia relazione fra il territorio limitato e questa ricerca e - come sembrerebbe - riuscita produzione "felice" ed armonica di produzione di cibo.

Perché il Giappone?


Inserito da karin il Sat, 05 Dec 2009 21:58:15 GMT


semplicemente sbalorditivo...


Inserito da Marzia il Sat, 05 Dec 2009 16:30:14 GMT


Un vero artista! L'Uomo puó essere meraviglioso dovremmo tenerlo sempre a mente, grazie per averci ricordato che il mondo che viviamo non è l'unico possibile! Bravo Alberto


Inserito da Lorenzo il Sat, 05 Dec 2009 16:29:38 GMT



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