Gli inceneritori (o termovalorizzatori) uccidono


[ Pubblicato il : 27/05/2008 6.09.00 ] Prevenzione


 

 

Decine e decine sono gli studi epidemiologici condotti per indagare le ricadute sulla salute delle popolazioni residenti intorno agli inceneritori che hanno evidenziato numerosi effetti avversi alla salute, sia tumorali che non tumorali. Fra questi ultimi i più segnalati sono: incremento dei nati femmine e parti gemellari, incremento di malformazioni congenite, ipofunzione tiroidea, diabete, patologie cerebrovascolari, ischemiche cardiache, problemi comportamentali, tosse persistente, bronchiti, allergie, broncopneumopatie ostruttive, disturbi nell'infanzia quali difficoltà di respiro, mal di testa, disturbi di stomaco, stanchezza.

 

Ancor più numerose e statisticamente significative sono le evidenze emerse per quanto riguarda il cancro.Studi epidemiologici, anche recentissimi, condotti in paesi sviluppati e basati su campioni di popolazione esposta molto vasti, evidenziano una correlazione tra patologie tumorali (sarcoma) e l'esposizione a diossine derivanti da inceneritori e attività industriali.

 

Altre indagini epidemiologiche prendono in particolare considerazione gli inceneritori come fonte d'inquinamento da metalli pesanti, ed eseguono accurate analisi considerando sia fattori socio-economici sia le popolazioni esposte nelle precise zone di ricaduta (mappe di isoconcentrazione tracciate per rilevamento puntuale e interpolazione spaziale col metodo di kriging). L'analisi, accurata pur se limitata solo ad alcune popolazioni, evidenzia inequivocabilmente aumenti statisticamente significativi di patologie tumorali, ad esempio nelle donne residenti in zona da almeno cinque anni. Nello studio viene ugualmente rilevata l'esposizione ad ossidi di azoto (NOx)

Un'analisi sintetica degli effetti sulla salute, svincolati dalla sola analisi dei singoli composti emessi - difficilmente studiabili se non in toto per gli effetti sinergici e di amplificazione dei componenti della miscela -, si può invece evincere da alcuni altri lavori: sempre in Giappone si è rilevata correlazione tra l'aumento di una serie di disturbi minori nei bambini e distanza dagli impianti 

Passando a problemi di ordine maggiore, proprio in una ricerca condotta in Toscana sugli abitanti di Campi Bisenzio si sono rilevati aggregati (cluster) di aumento di mortalità per linfoma non Hodgkin

Altri studi, nonostante difficoltà relative all'analisi dei dati, aggiungono risultati significativi sull'incidenza di tumore polmonare, linfoma non Hodgkin, sarcomi ai tessuti molli, tumori pediatrici, malformazioni neonatali

Diversi studi europei rivelano, sempre nell'ambito delle patologie tumorali, correlazioni con la presenza di inceneritori, in coerenza con analoghi studi precedenti.

Sull'effetto dei metalli pesanti dispersi dalla combustione di rifiuti pericolosi sulla salute della popolazione si rileva che le emissioni non si limitano alle sostanze aerodisperse, ma possono riguardare anche le acque o i siti di stoccaggio delle ceneri 

Uno studio britannico ha analizzato la distribuzione del piombo e cadmio derivato dalle emissioni di polveri sottili di un inceneritore per fanghi di depurazione evidenziando che nelle adiacenze dell'inceneritore si rilevano picchi maggiori di concentrazione, seppure l'impatto sia relativamente piccolo rispetto alle altre attività antropiche nella zona oggetto di studio

Ancor più interessanti (e se vogliamo inquietanti) sono le osservazioni che si possono fare per lo studio condotto nel quartiere di Coriano a Forli (CF), ove sono attivi due impianti: uno per rifiuti ospedalieri ed uno per RSU (rifiuti solidi urbani). L'indagine condotta con metodo Informativo Geografico (GIS) ha riguardato l'esposizione a metalli pesanti, stimata con un modello matematico, della popolazione residente per almeno 5 anni entro un'area di raggio di 3.5 km dagli impianti. Eccessi statisticamente significativi sono emersi per quanto attiene il sesso femminile: in particolare si è registrato un aumento del rischio di morte per tutte le cause correlato alla esposizione a metalli pesanti tra il +7% e il +17%. La mortalità per tutti tumori aumenta nella medesima popolazione in modo coerente con l'aumento dell'esposizione dal +17% al +54%. In particolare per il cancro del colon-retto il rischio è compreso tra il +32% e il +147%, per lo stomaco tra il +75% e il +188%, per il cancro della mammella tra il +10% ed il +116% . Questa stima appare particolarmente drammatica perché si basa su un ampio numero di casi (358 decessi per cancro tra le donne esposte e 166 tra le non esposte) osservati solo nel periodo 1990-2003 e solo tra le donne residenti per almeno 5 anni nell'area inquinata.

 

Dalle evidenze scientifiche appare chiaro che gli inceneritori rappresentano un importante rischio per la salute di tutti. Così come si scrive sui pacchetti di sigarette "IL FUMO UCCIDE" su ogni inceneritore (o termovalorizzatore) andrebbe scritto "L'INCENERITORE UCCIDE" e per questo in uno stato dove al centro degli obiettivi sociali vien messo la tutela della salute dei cittadini gli inceneritori dovrebbero essere messi fuorilegge.

 

La mappa degli inceneritori

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