Fitness Magazine intervista Alberto Fatticcioni sulla Paleodieta


[ Pubblicato il : 20/03/2009 9.31.00 ] Evoluzione Nutrizione Alimenti e cibi Alberto Fatticcioni Fitness Magazine


Intervista Alberto Fatticcioni

Nel mese di Marzo ed Aprile se comprerete la rivista "Fitness Magazine", a pagina 41, nell'articolo dedicato alla "Paleodieta" intitolato "La tavola degli antenati" vi imbatterete nella mia intervista. Nell'immagine sopra potete trovare l'intervista così come compare sulla rivista, nelle parole qui sotto potete trovare l'originale con le domande dell'ottima Maria Pontisso.

Il rapporto tra evoluzione umana e nutrizione è fondamentale per comprendere l'alimentazione ottimale dell'uomo contemporaneo, ed in questo articolo potete trovare degli spunti interessanti.  

 

1) Per Paleodieta intendiamo un ritorno alle abitudini alimentari del paleolitico. E' una definizione corretta?

C'è una grossa verità in questa frase ma non è proprio corretta. Il paleolitico è un periodo temporale molto esteso (da 2,5 milioni fino a 10 mila anni fa) e per questo è quasi impossibile definire un'unica alimentazione paleolitica. Tant'è vero che all'inizio del paleolitico quando eravamo poco più che scimmioni i quali sapevano usare utensili di pietra la nutrizione degli ominidi era perlopiù vegetariana. In questo lungo periodo composto da varie tappe evolutive che dall'Australopiteco hanno portato all'Homo Sapiens insieme alla sua evoluzione anche le abitudini alimentari  si sono modificate. Per Paleodieta così come oggi è riconosciuta è più giusto definire l'alimentazione dei nostri antenati cacciatori-raccoglitori iniziata circa 1,5 milioni di anni fa. 

2) L'uomo di oggi non ha nessun tipo di necessità in più rispetto all'uomo paleolitico?

Una cosa è certa, l'uomo di oggi ha senza dubbio qualche "necessità" nutrizionale in meno rispetto a quello del paleolitico. Il nostro stile di vita sedentario infatti comporta senz'altro un minor consumo di calorie rispetto a quello dei nostri antenati che per raccogliere o procacciarsi il cibo dovevano effettuare dalle 2 alle 4 ore di esercizio fisico al giorno. Quindi gli uomini del paleolitico avevano bisogno di più calorie rispetto a quelle di cui abbiamo bisogno noi. Inoltre con studi genetici è stato stabilito scientificamente che Il 99% della nostra eredità genetica è simile a quella dei nostri antenati di 50.000 anni fa, e il 99,99% dei nostri geni si è formato prima della fine del paleolitico (avvenuto con l'avvento dell'agricoltura circa 10.000 anni fa). Potremmo dire che siamo dei cacciatori raccoglitori travestiti da impiegati.

 


3) C'è un alimento che più di ogni altro andrebbe evitato, se non addirittura eliminato dalla nostra dieta?

Andrebbero eliminati dalla dieta cibi capisaldi della dieta mediterranea come la pasta, il pane, (più in generale tutti i cibi provenienti da cereali che abbiano subito un processo di elaborazione industriale) ma anche il latte, i legumi, il caffe, la cioccolata. La "Dieta Paleolitica" è senza dubbio una dieta molto "naturale" in quanto impone di modificare enormemente gli stili di vita alimentari moderni poichè intende riproporre il tipo di alimentazione che caratterizzava le popolazioni umane vissute nel periodo precedente la scoperta dell'agricoltura, avvenuta circa 10.000 anni fa.  La paleodieta consiglia di mangiare cibi quanto più possibile vicini allo stato naturale: tutti i tipi di verdura e di frutta (meglio se di stagione e provenienti da agricoltura biologica), tutti i tipi di carne (meglio se di animali selvatici o allevati allo stato brado), tutti i tipi di pesce, anche in questo caso preferendo pesci pescati, ma anche frutti di mare, crostacei, molluschi, uova, moderate quantità di frutta secca .

 


4) Si tratta di una dieta totalmente equilibrata? Può diventare un vero e proprio regime alimentare da seguire continuativamente?

La Paleodieta generalmente si riconosce anche per le sue percentuali di macronutrienti: dell'energia totale il 30-40% deriva dai carboidrati, il 30-40% dalle proteine ed il 30-40% dai grassi. Osservando le percentuali non si allontana troppo dalla famosa "Dieta Zona" Scientificamente viene considerata una dieta iperproteica, in quanto supera il 15% di proteine, ed ipoglucidica in quanto è al di sotto del 50% di carboidrati ma con i giusti accorgimenti, può diventare una dieta da seguire quotidianamente.


5) È adatta a tutti o ci sono controindicazioni?

Può essere adatta a tutti i soggetti sani, basta un po' di forza di volontà e la curiosità di riscoprire sapori naturali. Va evitata in caso di patologie preesistenti a carico del sistema epatico e renale (insufficienza renale, steatosi epatica etc) ed in caso di dislipidemie (trigliceridi alti nel sangue etc.). Non c'è comunque da preoccuparsi per i grassi: attualmente si è concordi nel sottolineare come nella riduzione del livello lipidico ematico e del rischio cardiovascolare, il contenuto dei grassi totali nella dieta sia meno importante della concentrazione delle specifiche componenti (acidi grassi saturi, monoinsaturi, polinsaturi, rapporto omega-6/omega-3). La dieta paleolitica è ricca di quest'ultimi, infatti tra le popolazioni contemporanee di cacciatori-raccoglitori ancora con stili di vita paleolitici non c'è evidenza di aterosclerosi, neppure nei soggetti che raggiungono la settima ottava decade di vita.

6) Gli alimenti che consumiamo oggi, penso ad esempio alle carni di allevamento, contengono comunque tutti gli elementi nutritivi del passato?

Le carni che comunemente troviamo al supermercato non contengono tutti gli elementi nutritivi del passato, questo perché oltre alla nostra alimentazione abbiamo modificato anche quella degli animali che alleviamo. Ma questi nutrienti che si sono persi con i moderni metodi di allevamento intensivo si possono comunque ritrovare nella selvaggina e negli animali allevati allo stato brado. Le carni di animali allevati al pascolo e la selvaggina, contengono più acido linoleico coniugato o CLA, un acido grasso che secondo studi recenti potrebbe avere un ruolo nel dimagrimento e nella prevenzione del cancro. Ma la cosa più importante è che la carne e le uova di animali allevati allo stato brado presentano livelli più alti di omega-3, acidi grassi essenziali, prodotti nelle cellule delle piante a foglia verde e delle alghe, che hanno un ruolo indispensabile per la nostra salute, soprattutto perché favoriscono la salute e la crescita dei neuroni.  L'unica cosa che hanno in più le carni degli animali provenienti da allevamenti industriali è il grasso: difficilmente gli animali allevati allo stato brado o la selvaggina hanno più del  3-5% di grasso totale; gli animali "modernamente allevati" invece sono obesi come noi con una percentuale che si attesta intorno al 20% di grasso.

 

Per chi volesse approfondire maggiormente il rapporto tra evoluzione, stili di vita ed alimentazione consiglio di leggere gli articoli che si trovano sotto il tag Evoluzione.

http://www.albertofatticcioni.com/

Personal Trainer Firenze

 

La copertina di Fitness Magazine dove compare la mia intervista


Commenti



Sul sito di "Le Scienze" ho trovato questo interessante articolo di paleonutrizione. Secondo


Inserito da Personal Trainer Alberto Fatticcioni il Tue, 22 Dec 2009 14:59:27 GMT



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