Consigli di saggezza gustativa


[ Pubblicato il : 13/01/2011 4.24.00 ] Filosofia del benessere Alimenti e cibi Società del benessere Qualità della vita Semplicità volontaria Progetto agricolo Terra Vergine Cibo vero Mediterranean Food Mediterranean Diet Italian Food Mediterranean recipes Italian recipes Tuscan wine filosofia agricola Gastrotrainer Vino Viticoltura Gastronomia


Per ogni amante del cibo la gastronomia è una grande ragione. Non si può godere della pratica gastronomica senza via via approfondirne le basi teoriche e concettuali.  "Filosofia della gastronomia laica" di Nicola Perullo. è un bellissimo libro sull'estetica gastronomica, sul senso del mangiare e del gustare dal quale riporto questi consigli di saggezza gustativa con i quali mi trovo pienamente in accordo:

 - Parlate solo dei ristoranti dove avete effettivamente mangiato. Se vi piace esercitare il ruolo critico, parlate solo dei luoghi dove siete stati almeno due o tre volte. Lo stesso vale per i vini: parlate solo dei vini che avete effettivamente bevuto. Il resto è chiacchiericcio inutile o dannoso, anzitutto per voi.

- Quando programmate con cognizione un'esperienza gustativa (come cenare in un ristoraente, o bere un vino importante), abbassate le soglie d'attesa, e cercate di dimenticare - per quanto è possibile - la vostra esperienza pregressa. Non state per entrare in una competizione con il cuoco o con il vino, ma per godere di quello che essi possono offrirvi.

- Abbandonatevi, per quanto possibile, ai cibi di cui state per nutrirvi e che state per percepire: non occorre sempre chiedere tutto al ristorante, non serve indovinare tutti gli ingredienti. Cercate di percepire prima l'insieme, e dopo eventualmente i dettagli, non il contrario. E se potete, evitate di prendere appunti e fare foto ai piatti. L'esperienza gustativa ha meno bisogno di immagini di quanto oggi si tende a pensare.

- Non abbiate piatti o vini preferiti in senso assoluto. Limitate le inclinazioni troppo marcate. Il miglior vino o il miglior piatto è l'ultimo che avete bevuto o mangiato, oppure il prossimo che gusterete. Passate dall'alto al basso, dal più curato e sofisticato all'involontariamente volgare, con disinvoltura e scioltezza. Sdegnate invece le velleità e le volgarità arroganti e deliberate.

- Curate il linguaggio. Non usate, se possibile espressioni fintamente denotative e apparentemente sapienti come "prodotti tipici", "antichi sapori", "ricetta originale". Questi termini sono volgari, ma non nel senso qui difeso: sono volgari perchè misconoscono (in buona o cattiva fede) la complessità del reale. Magari, se potete, cercate anche di non usare la parola "enogastronomia", altrettanto inflazionata e volgare.

 


Commenti



Mi sto divertendo molto a guardare la gastronomia dal lato della sua elaborazione più alta; prima


Inserito da Alberto Fatticcioni il Tue, 24 May 2011 09:32:33 GMT



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