Campioni si nasce. La genetica degli atleti africani


[ Pubblicato il : 21/08/2008 7.10.00 ] Evoluzione Allenamento


Usain Bolt campione olimpico e recordman alle ultime olimpiadi di Pechino 

"La scienza, che del dubbio e dell'incertezza ha fatto una metodologia di conoscenza, è il vero motore della libertà di pensiero, il vero antidoto contro il dogmatismo" 

I biologi distinguono fra genotipo e fenotipo. Il genotipo è la composizione genetica di un organismo, il fenotipo è l'insieme delle caratteristiche fisiche e fisiologiche di un organismo. Il genotipo non è che il genoma o l'insieme delle informazioni ereditarie, il fenotipo è l'essere generato dal genotipo.

Un numero molto elevato di geni può variare da razza a razza, come del resto il fenotipo da essi influenzato. Le razze differiscono sicuramente per aspetto fisico e le discrepanze non sono solo apparenti: ci sono anche variazioni nella propensione a sviluppare malattie, nella risposta ai farmaci ed anche nelle prestazioni sportive. Il genotipo, così come il fenotipo varia da razza a razza, e nello sport questo può fare la differenza.

 

Che vi sia un'affinità generale fra tutte le razze è logico alla luce del fatto che la popolazione ancestrale comparve solo cinquantamila anni fa. La prova dell'unità biologica costante della famiglia umana è che soggetti di razze diverse non hanno difficoltà a incrociarsi tra loro. L'esistenza di una variazione notevole tra le razze non deve però sorprendere, visto che la famiglia umana è da tempo divisa in rami distinti, ognuno dei quali si è evoluto indipendentemente per cinquantamila anni o più in balia delle forze casuali del drift genetico e delle pressioni selettive di climi, malattie e società diversi.

 

Ignorare completamente la razza, come secondo alcuni bisognerebbe fare, significherebbe privare i ricercatori di dati preziosi riguardanti le prestazioni sportive. È comprensibile che qualsiasi ipotesi a sostegno dell'origine genetica delle differenze razziali scateni forti sentimenti ma gli ultimi record sportivi sono senza dubbio determinati anche da differenze razziali. Per esempio, il predominio degli africani occidentali nelle gare di corsa veloce è tanto netto che tutti i trentadue finalisti dei cento metri delle ultime quattro olimpiadi hanno origini africano-occidentali. Abbiamo ancora sotto gli occhi le meravigliose prestazioni di Usain Bolt, recordman della corsa nei 100 e 200 metri dell'atletica leggera che ne è la riprova, che in entrambe le finali ha sconfitto tutti atleti di origine africano-orientale.

 

Sulle medie distanze dei cinquemila e diecimila metri non sono gli africani occidentali bensì i kenioti e gli etiopi, quindi gli africani orientali, a predominare. In Kenia gran parte di questi campioni discendono da un popolo chiamato nandi. I nandi che rappresentano meno del 2 per cento della popolazione keniota, hanno sfornato il 20 per cento di tutti i vincitori delle principali corse internazionali di media-lunga distanza. È interessante notare che i kenioti hanno cercato di estendere il loro dominio nelle gare veloci (100 e 200 metri) fallendo clamorosamente: il miglior tempo keniota nei cento metri si colloca al cinque millesimo posto della classifica di tutti i tempi. Ciò significa che geneticamente i kenioti possiedono una qualità particolarmente spiccata per la corsa a media distanza, infatti i loro record rappresentano la maggiore concentrazione geografica di successi negli annuali sportivi.   

A fini sportivi è interessante osservare l'evoluzione dei nandi, pastori guerrieri del Nilo originari dell'Etiopia; questi vivono da secoli ad un'altitudine di 2000 metri o più e si sposano generalmente fra loro. Secondo alcuni scienziati, una loro usanza particolare potrebbe aver agito da meccanismo di selezione genetica per favorire forti corridori: riguarda le razzie di bestiame di cui i nandi sono stati a lungo maestri. Alcuni le definirebbero furti, ma per i nandi le razzie servivano a rientrare in possesso di beni che spettavano loro per diritto divino ed erano inavvertitamente caduti in mano altrui. La procedura di riappropriazione richiedeva spesso viaggi di oltre 150 chilometri; di conseguenza, quando i guardiani si rendevano conto della perdita subita, il bestiame si trovava spesso molto lontano. Scrive Jhon Manners in "Kenya's Running Tribe":  

  • "Quanto più giovane era abile a fare razzia - il che dipendeva in gran parte dalla velocità e dalla resistenza -tanto più bestiame accumulava. E dato che il bestiame era ciò di cui aveva bisogno un futuro marito per pagare la sposa, quanto più un giovane ne possedeva, tante più mogli poteva comprarsi e più bambini poteva generare. Non è difficile immaginare che un simile vantaggio riproduttivo abbia causato una variazione significativa della struttura genetica del gruppo, ovviamente nel corso di alcuni secoli"

 

Come scrive Manners si tratta di una congettura, non di una prova, che, potrebbe spiegare in parte, perché i nandi siano tanto agili nella corsa.

 

Al di la della loro storia evolutiva, razze o gruppi etnici differenti tendono ad eccellere in sport diversi, e questo è un dato di fatto osservabile anche nelle olimpiadi di Pechino che sono in corso. Questi sport "genotipo-specifici" possono essere definiti di "prestazione pura" (es. 100 mt dove nascere con più fibre muscolari di tipo veloce fa la differenza), in quanto è la fisiologia che determina la predisposizione al risultato finale. In questi sport si può dire che campioni si nasce e si diventa attraverso l'allenamento. Ma non preoccupatevi, in molti altri sport anche se non si nasce campione è possibile arrivare ad elevati livelli.

 

L'importante è allenarsi, con piacere, determinazione, volontà e la consapevolezza di voler fare qualcosa di grande.

 

Buon allenamento a tutti.

 

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