Allenamento = Adattamento


[ Pubblicato il : 22/12/2007 7.05.00 ] Allenamento


La nozione di "adattamento" è difficilmente definibile, in quanto l'adattamento è una realtà riconoscibile solo a posteriori e sulla base di una interpretazione.

Gli adattamenti biologici rappresentano la facoltà degli organismi viventi, e dei loro organi, di modificare le proprie strutture e reazioni in rapporto a stimoli ambientali in grado di alterarne l'equilibrio. L'organismo così si adatta in modo da "essere pronto", e subire minori alterazioni in caso si ripresenti lo stesso stimolo "stressante".

L'adattamento porta con se una certa variabilità individuale; dipende dal patrimonio completo dei geni di un individuo, ovvero dal DNA che caratterizza un organismo. Ma l'adattamento si sviluppa in risposta a stimoli provenienti dall'ambiente esterno. Se lo stimolo ambientale si ripete entro un certo limite di tempo, è in grado di determinare modificazioni delle caratteristiche fisiche e fisiologiche di un organismo. Se lo stimolo si presenta con una frequenza minore la forma di adattamento sarà senz'altro diversa.

L'adattamento quindi non è "assoluto" ma "relativo" è codeterminato dalle condizioni ambientali e dall'essenza genetica dell'individuo. 

Nello sport, lo scopo dell'allenamento, è quello di indurre nuovi "adattamenti" in grado di potenziare le performance fisiche dell'atleta; l'allenamento plasma, col tempo ciò che è plasmabile.

Le modificazioni adattive a breve e a lungo termine  che l'organismo mette in atto in rapporto all'allenamento e allo sport praticato  seguono cinque principi: il principio della ‘specificità', il principio delle ‘differenze interindividuali', il principio delle ‘differenze intraindividuali', il principio della ‘reversibilità', ed il principio della ‘memoria'.  

  1. Il ‘principio della specificità' si riferisce al fatto che l'allenamento e la prestazione inducono modificazioni fisiologiche specificatamente connesse al tipo di "sovraccarico" a cui l'organismo è sottoposto. L'organismo diventa un "sistema motorio funzionale" adatto ed adattato ai mezzi di allenamento ed allo sport praticato.
  2. Il ‘principio delle differenze interindividuali' si riferisce al fatto che le risposte all'allenamento dipendono dalle caratteristiche genetiche del singolo individuo; queste sono determinabili con un certo grado di approssimazione, ma ogni essere umano nella sua globalità è diverso da tutti gli altri. Ciò rende merito al fatto che per l'ottimizzazione delle capacità prestative l'allenamento deve essere il più possibile individualizzato; è impensabile che soggetti diversi rispondano in modo uguale allo stesso carico di allenamento.
  3. Il "principio delle differenze intraindividuali'  si riferisce al fatto che in ogni momento l'atleta porta con se un bagaglio di modificazioni fisiologiche pregresse indotte dagli anni di attività sportiva già praticata e dagli allenamenti già effettuati; inoltre i processi di adattamento hanno un limite sia a breve che a lungo termine e sono in gran parte geneticamente determinati; La quantità di incremento potenziale delle capacità prestative prende il nome di "riserva di adattamento" (Mader, 1989). Sulla base dell'obbiettivo di gara l'allenamento deve tenere conto del livello individuale dell'atleta e diversificare le proposte allenanti in modo da poter sfruttare tutta la riserva di adattamento; in questo caso emerge la variabilità intrinseca del "sistema uomo".
  4. Il ‘principio della reversibilità' degli adattamenti si riferisce al fatto che "anche per atleti ben allenati, gli effetti di anni di allenamento sono transitori e reversibili" (W.D. McArdle, F.I. Katch, V.L. Katch, 1998). Gli adattamenti prestativi indotti dall'allenamento e dallo sport praticato sono quindi in un certo grado reversibili. Il decondizionamento atletico si verifica prima sugli adattamenti locali, in particolare per l'attività enzimatica; la reversibilità degli adattamenti anatomici ed ultrastrutturali di origine ossea, neurolmuscolare, e cardiorespiratoria è più lenta. L'allenamento deve essere strutturato in modo da prevenire processi deadattivi di capacità organiche importanti per la performance nello sport praticato.
  5. Il "principio della memoria degli adattamenti' si riferisce al fatto che atleti di alta prestazione sviluppano una particolare abilità nel recuperare dalla condizione di deallenamento. L'organismo, è in grado di sviluppare una sorta di "memoria" per gli adattamenti; questo consente ai vari sistemi fisiologici di ricreare le risposte adattive in maniera più veloce rispetto a quelle che si  avrebbero ex novo.

In sintesi, gli  ‘adattamenti' in "Scienze dell'Allenamento" sono un sistema specifico di modificazioni legate a variabili come:

  • la prestazione sport-specifica richiesta dalla gara;
  • i mezzi, i metodi, il volume, l'intensità ed il carico delle esercitazioni d'allenamento;
  • le caratteristiche genetiche individuali;
  • le leggi fisiologiche dell'adattamento.

 

Gli adattamenti nelle scienze dello sport, rappresentano quindi l'obiettivo finale dell'azione allenante.

 

www.albertofatticcioni.com



Contatti

Dott. Alberto Fatticcioni
Telefono : 320 8817653
Email : a.fatticcioni@virginactive.it
Partita Iva :

 

Pubblicazioni leggi