Alla scoperta della natura selvaggia


[ Pubblicato il : 29/06/2009 3.43.00 ] Filosofia del benessere Ambiente e Natura Escursionismo Trekking Terra Vergine Natura selvaggia Guida Ambientale Escursionistica


Autumn

 

Sono felice perché, dopo un percorso formativo estremamente interessante e due esami non semplici, son riuscito ad ottenere il patentino europeo di Guida Ambientale Escursionistica.

Volevo aver la possibilità di far conoscere e vivere a tutti una delle mie più grosse passioni, la natura selvaggia, e da ora in poi potrò farlo. L'attività fisica sarà il mezzo che ci permetterà di ritrovare quella parte nascosta di noi stessi attraverso la natura.  L'escursionismo, il camminare nella natura selvaggia, non è uno sport, non è un'attività fisica, è qualcosa di più. Se si vuol parlare di vero benessere della persona non si può prescindere dall'ambiente naturale, se si vuol parlare di vero benessere dell'individuo, la natura selvaggia va conosciuta, va amata, in quanto da essa la nostra specie ne deriva, ne dipende e ne dipenderà per sempre.

 

 Anziché camminare guardando le vetrine o chiusi in una gabbia dal nome "Centro Commerciale" camminate nei boschi, nella natura selvaggia, scoprirete molto di più di strani oggetti cui la nostra specie esprime un valore relativo in denaro. Quello costa più di questo ma meno di codesto. Le vetrine, per quanto l'uomo si possa impegnare nei suoi artifici sono tutte uguali, gli elementi naturali, per quanto l'uomo possa averli classificati in superordini, famiglie e specie per renderli uguali, sono tutti diversi.  La natura non ha un "valore relativo", esprimibile con il denaro. La natura ha un valore assoluto. La terra, l'aria, l'acqua, gli alberi, gli animali, ogni odore che ci riempie l'olfatto quando camminiamo nei boschi, ogni immagine che ci riempie la mente alla vista della natura selvaggia "valgono", e sono una grande ragione.

 

La natura ti da tanto con poco, basta viverla, e ne esci arricchito. Tutti parlano di scissione mente-corpo, della difficoltà che le persone hanno nel vivere bene il rapporto con se stessi e con la propria corporeità, ma il vero problema contemporaneo è la scissione uomo-natura. La scissione mente-corpo deriva dalla perdita di consapevolezza del mondo naturale. La maggior parte dei componenti della nostra società, quelli che eufenisticamente potrebbero essere definiti "homo condominialis", sono alienati dal proprio corpo perché sono estranei al mondo naturale. La natura, con le sue richieste neuronali profonde, ancestrali, ti obbliga a rientrare in stretto contatto con il corpo. Vivere l'ambiente permette di riconnettersi con il corpo, riportando la nostra mente a vivere nel suo inconscio quello che Darwin ha definito "selezione naturale".

In questo contesto sociale malato di antropocentrismo (si pensi alle cosiddette patologie del benessere ed all'inquinamento ambientale, lontane fra loro ma frutto di una solita forma mentis ), in questo momento di sedentarietà fisica, mentale e culturale l'uomo per vivere bene deve riscoprire il legame profondo con la natura, e sarò felice di poter essere la vostra "guida".

 

Visto che molti mi danno del "selvatico" (ed io lo considero un complimento), il mio prossimo obiettivo è quello di salvare il selvaggio che c'è in voi....

 

www.albertofatticcioni.com

Personal Trainer Firenze


Commenti



Si parte! Sabato 27 Marzo insieme al mio collega "Guida Ambientale Escursionistica " Giulio


Inserito da Personal Trainer Alberto Fatticcioni il Wed, 24 Mar 2010 14:36:39 GMT


Di "Natura Selvaggia" potrebbero essere date varie definizioni:

Una scientifica, dove per natura selvaggia si può intendere quel luogo dove i meccanismi evolutivi di pressione ambientale e di selezione naturale non sono direttamente influenzati dall'uomo;

Una artistica, quando alla vista di un paesaggio sovrannaturale e romantico ti senti catapultato in un'opera degli impressionisti;

Una filosofica, dove per natura selvaggia si intende quella  "camera di compensazione naturale" che serve all'uomo per recuperare l'energia vitale, che le metropoli e la vita frenetica sottraggono con sempre maggior frequenza;

Personalmente per natura selvaggia intendo quel luogo geografico dove tutte le mie percezioni sono indirizzate all'attimo che sto vivendo, quel luogo dove non vivo e non penso ne al passato e ne al futuro, quel luogo che mi permette di percepire il presente.


Inserito da AlbertoFatticcioni il Fri, 17 Jul 2009 12:12:18 GMT


Or su spiega la natura selvaggia.. che non necessariamente è il bosco...

Karin


Inserito da karin il Tue, 14 Jul 2009 10:02:24 GMT


Non ho mai denigrato il senso della parola "arte" ma solo alcuni modi di fare arte e di definirsi artisti,  vedi l'opera "Merda d'artista" it.wikipedia.org/.../Merda_d&.  

La scienza, l'arte e la filosofia, integrate in una visione d'insieme possono dare molto alla vita di ogni essere umano, ma, senza un rapporto equilibrato con il "mondo naturale", la nostra specie, pur comunicando in 60 000 lingue diverse diventa fragile.

La conoscenza della natura da parte dell'uomo avviene attraverso quattro vie: una scientifica, una filosofica, una artistica ed una puramente pratica che deriva dal contatto diretto con la natura, se una di queste manca, viene meno una parte di quelle percezioni che sono in grado di dare valore alle espressioni umane.

La "natura" è in mezzo a noi, ne facciamo parte, ma oltre alla natura antropizzata ognuno di noi dovrebbe vivere la natura selvaggia (che non necessariamente è il bosco...).  


Inserito da AlbertoFatticcioni il Sun, 12 Jul 2009 22:05:00 GMT


Dipingi in nero o bianco, esistono, come gia detto, realtà che sono intellettuali, ricchi di spunti e solitamente vivono in un equilibrato, armonioso insieme delle nostre realtà.

Sanno trovare la giusta misura perché sanno di come sono fatti e come è fatto il mondo.

Non che abbondi questa specie d’uomo, come tutte le cose preziose e di valore, non abbondano.

Volendo si può ridurre la parola cultura a coltivare rispecchiando il pensiero di chi ama guardare indietro anziché in avanti.

C’è una tale quantità di scienza disponibile, dati che ci possono fare vivere meglio, più sani, più liberi, più sereni, più autentici e non è esaurente questa lista, che preferisco alla gran lunga a dare i sinonimi di patrimonio di conoscenze, formazione intellettuale, alla parola cultura. In ogni modo qualcosa che si proietti verso l’apprendimento di concetti e teorie da sviluppare e verificare, incluso il concetto dell’amore per persone e cose. Un concetto che si manifesta nel fare e nel sapere, come tutte le cose ben fatte.

Vedo che non hai insistito a mandare i tuoi seguaci nella natura selvaggia, ma a camminare, potrebbero inciampare con facilità e farsi male.:-

L’arte e un’evoluzione  darwiniana alla pari di ogni altra evoluzione naturale.

Lingua (pleistocene 2000 ca – Illiade di Omero ca 4000) è un potente selettore sessuale, tant’è vero che siamo arrivati a una media di  circa 60 000 espressioni in una lingua. Non ci fosse un vantaggio evolutivo, non ci sottoporremo a questo sforzo. Dunque, attento da denigrare arte. Renderò più chiaro il concetto in un articolo in preparazione sul mio Blog.

Karin


Inserito da karin il Sun, 12 Jul 2009 18:09:03 GMT


Ognuno di noi è espressione dell'interazione fra il proprio DNA con l'ambiente esterno. Per ambiente si intende ogni vissuto esperenziale dell'uomo, dal centro commerciale al deserto. Ognuno di noi ha un proprio "ambiente di comfort" nel quale si sente più a suo agio, nel quale preferisce trascorrere la propria quotidianetà, ma se l'uomo si sottopone sempre ai soliti stimoli non si evolve intellettualmente, non si stimola a 360 gradi. Questo vale per il selvaggio che vive nella foresta e per il cittadino metropolitano. Per il selvaggio il vero stimolo intellettuale (esperienza in grado di attivare nuove connesioni neuronali) è la metropoli, per il cittadino metropolitano (il 96% delle persone vive oggi in ambienti ad elevato tasso di urbanizzazione) il vero stimolo intellettuale è la natura, la più selvaggia possibile.

La natura selvaggia in senso assoluto non esiste, ogni qualvolta l'uomo la vede, la vive, la racconta non è più selvaggia, non è più incontaminata. L'estremo del selvaggio erano i grandi abissi del mare che abbiamo scandagliato con tecnologie appositamente costruite, erano la vetta delle montagne più alte che molti della nostra specie hanno scalato.

Il mondo naturale però non può essere paragonato al centro commerciale, per la diversità e la potenza degli stimoli che esso evoca in noi inconsciamente ne è superiore, per il legame intimo che ha con il nostro DNA l'uomo non può prescinderne. Inoltre la natura ha un valore assoluto in quanto con tutta la sua biodiversità è espressione di molte forme di vita; il centro commerciale in quanto è una creazione umana è un'espressione di una forma di vita, ma qual'ora la nostra specie scomparisse non rappresenterebbe più vita, ma solamente l'espressione della nostra forma di vita.

Sono in accordo con "l'evoluzione culturale", ma intanto partiamo dall'etimologia del termine "cultura" che deriva da "coltivare", ovvero avere cura della terra, avere cura della natura... mi sembra che la nostra specie ha più finta arte in giro (estremo dell'antropocentrismo) che vero amore verso la natura..

Camminate di più in giro per i boschi, camminate di meno in giro per le città... è questo il mio consiglio.


Inserito da AlbertoFatticcioni il Mon, 06 Jul 2009 17:26:57 GMT


Il tuo mi sembra un cartello pubblicitario alla stregua delle agenzie di viaggio che mettono in vetrina un poster con mare cristallino e spiaggia bianca desertica raggiungibili a costi ridottissimi.. Inganni! Riduzionistici (semplificati)Inganni!

L’inganno è duplice:

a) sinonimo di selvaggio:deserto, abbandonato,disabitato, incolto, inospitale desolato, inesplorato

Tutte cose pericolose per l’uomo.

b) Darwinismo deve essere compreso, non spicciamente menzionato.

Esiste la selezione naturale e la selezione sessuale.

La foto riporta un ambiente culturale. L’escursione che si va a fare, farai in natura culturalmente influenzata (Kulturlandschaft) altrimenti avresti grossissime difficoltà di sopravivenza. L’uomo si è evoluto a differenza degl’animali in cultura, sembra che questo concetto fugga.

Se poi si tratta di portare a spasso, per dire a mano chi ha dimenticato d’avere due gambe fra un po’ di fogliame, insetti e terra, mi sembra più un atto di recupero di menomato o handicappato col selvaggio non c’è relazione.

La vera sfida sta fra il “proto – uomo – selvaticus”, di cui molte varietà si sono gia estinte nel Pleistocene a causa dell’incapacità di replicarsi in quanto scarso in mezzi di seduzione e garanzie di risorse che garantiscono un futuro nonché di linguaggio (nel Pleistocene stimato attorno alle 2000 espressioni)…  -

Darwin menziona in “The Descent of Man” la parte riguardante la selezione sessuale del evoluzione, che va combinata a quella naturale, che nel uomo è la donna a decidere se replicarsi o meno a causa dell’enorme dispendio energetico che occorre a prendersi cura della sua prole – a differenza con la maggioranza delle altri specie.

…..a forza di selvatico, povero in lingua, povero in emozioni, povero in immaginazione, povero in fantasia, povero a preveder il futuro, povero in arte, povero in concetti astratti, povero in teorie temerarie, povero in mondi mentali nuovi, e la nuova specie simil umano ma solo per aspetto, per, e qui ci metto consapevolmente: EVOLUZIONE  culturale una specie a se, nuova.

Un concetto d’uomo intellettualmente vivo a 360 gradi. Per spiegarmi meglio: quel’uomo come specie che si distingue in velocità intellettuale, riesci deprivarsi e liberarsi di concetti morali, etici, religiosi, politici e di conformismi sociali desueti, ha emozioni profonde e le riconosce, sa che l’arte è un mezzo per raggiungere maggiore comprensione e consapevolezza del mondo, sa che concetti teorici portano alla sopravvivenza, sa che conformismo è un’imposizione di gruppo (di famiglia, religiosa, politica, economica, sportiva, accademica…..), sa che il gruppo religioso, politico spesso chiede sacrifici dei propri membri (guerre)… sa, ma principalmente sa accettare il dubbio d’ogni cosa certa, consapevole che questo è il seme da cui far nascere nuova conoscenza. Si pone domande, domande di qualità e cerca le risposte, non abbandona.

Ridursi ad un artificioso mondo “selvatico”  a buon mercato è alla stregua di andare al centro commerciale. Basta non pensare.

Richiamare selvatico se stessi induce lo sprovveduto a memorie ancestrali di cui conserva la parte edonistica, la nostra memoria è strutturata cosi, dimenticando i tantissimi pericoli  di morte violenta che costituisce parte integrante del selvaggio.

Riduci a sdolcinato quadretto kitsch, a boy scout chiacchiere, a memorie d’infanzia perduta e rimpianto, a volontà di prolungare quell’onirica memoria, ciò che in realtà per l’uomo spesso è letale.

Il mondo – incluso certi, pochi uomini - è più complesso.

Karin


Inserito da karin il Mon, 06 Jul 2009 15:51:03 GMT



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